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I pazienti odontoiatrici indiani sono favorevoli allo screening alla poltrona

Una ricerca ha preso in esame le risposte date dai pazienti di cinque cliniche odontoiatriche universitarie e quelli di uno studio privato a dei quesiti…

Una ricerca ha preso in esame le risposte date dai pazienti di cinque cliniche odontoiatriche universitarie e quelli di uno studio privato a dei quesiti riguardanti la disponibilità a partecipare allo screening alla poltrona. Quasi il 90 per cento dei pazienti delle cliniche universitari e circa il 95 dello studio privato giudicano importante che i dentisti valutino i maggiori rischi patologici derivanti da determinate condizioni psicofisiche.

La maggior parte dei pazienti desiderava pertanto sottoporsi all’esame preventivo. La disponibilità è stata maggiore per la rilevazione del diabete, con una percentuale dell’85 per cento dei pazienti nel gruppo delle cliniche universitarie e del 78 per cento di quelli dello studio privato. Nello studio odontoiatrico oltre il 70 per cento di entrambi i gruppi ha riferito la volontà di sottoporsi ad uno screening dell’HIV/Aids.

I ricercatori hanno scoperto inoltre che la maggior parte dei pazienti (il 56 per cento delle cliniche universitari e il 92 dello studio privato) era disposta a pagare 150 rupie indiane per sottoporsi a controlli medici preventivi, tenendo presente che in India, secondo le statistiche diffuse della Banca Mondiale, il reddito nazionale lordo pro capite è di 1.570 rupie. Secondo uno studio americano pubblicato sull’American Journal of Public Health del 2014, lo screening alla poltrona effettuato negli studi odontoiatrici per le più comuni malattie croniche, potrebbe far risparmiare al sistema sanitario più di 100 milioni di dollari l’anno.

Intitolata “Indian patients’ attitudes towards chairside screening in a dental setting for medical conditions” la ricerca è stato pubblicata nel numero di ottobre dell’International Dental Journal, rivista ufficiale dell’FDI. L’hanno realizzata il Nair Hospital Dental College e il Topiwala National Medical College di Mumbai, in collaborazione con un certo numero di istituzioni scientifiche indiane e statunitensi.

Lo screening alla poltrona per l’accertamento delle condizioni psicofisiche potrebbe tradursi, nel lungo periodo, in un risparmio attraverso la prevenzione e la promozione della salute. (Fotografia: Ajay Bhaskar/Shutterstock).

January 20, 2016 12:55 pm
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Nella campagna 2015 del Cenacolo Odontostomatologico Milanese, individuati un tumore e 4 pre-tumori su 120 visite

Inoltre si proponeva di comunicare gli stili di vita corretti per prevenire il cancro orale ed elencare le strutture milanesi dove viene fatta la diagnosi….

Inoltre si proponeva di comunicare gli stili di vita corretti per prevenire il cancro orale ed elencare le strutture milanesi dove viene fatta la diagnosi.

I cittadini milanesi sono stati invitati pertanto a “guardarsi in bocca”, potendo al minimo dubbio ricorrere a centri, pubblici o privati, elencati nei siti del Comune, dell’Università e del Cenacolo, per un esame alle mucose.

I primi risultati della campagna verranno presto illustrati in dettaglio. Ma un anticipo probabilmente il più significativo, è stato dato dalla Presidente del Cenacolo Federica Demarosi: delle 120 visite effettuate in un caso sono emersi una neoplasia e quattro situazioni pre-cancerose, numeri da considerare con attenzione, perché, se letti su ampia scala, svelano un fenomeno da monitorare, soprattutto alla luce del grande potere della prevenzione.

Se diagnosticata al primo stadio, questo tumore ha infatti un tasso di mortalità molto basso: appena il 4%. Eccetto le neoplasie cutanee, non esiste cancro più facilmente diagnosticabile di quello orale: le semplici modificazioni di colore delle mucose orali o la modificazione della trama tissutale rappresentano il potenziale segno precoce dello sviluppo di un cancro alla bocca.

Dice la Presidente Demarosi «La lotta a una malattia come questa si fa tutti insieme. Troviamo preferibile che, invece di tanti singoli progetti di ciascuna di queste associazioni, tutte insieme lavorino in sinergia su progetti comuni per raccogliere dati epidemiologici significativi per risultati migliori, peraltro irraggiungibili se nella campagna non si coinvolgono i centri di riferimento cui inviare immediatamente i dubbi diagnostici». «Noi del Cenacolo ‒ dice ‒ abbiamo raccolto numeri piccoli ma reali. I progetti di prevenzione su larga scala si basano infatti su dati epidemiologici che in Italia per le patologie delle mucose orali non esistono. L’adesione della cittadinanza ‒ commenta ‒ è stata soddisfacente, considerata la disinvoltura con cui le lesioni orali vengono generalmente considerate (la tendenza è affibbiare in questi casi l’etichetta di “infiammazione”). Siamo pertanto ottimisti sulla risposta ad altre iniziative come questa, su scala non solo milanese ma anche regionale e nazionale».

Per Informazioni
Tel. 02/29412295
Email press@stefanoferri.it

Federica Demarosi

February 23, 2016 8:40 am
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Medicine alternative per far fronte ai problemi dell’amalgama dentale

Secondo i ricercatori, anche dopo la rimozione dell’amalgama, un quarto in media degli individui affetti dai problemi conseguenti non denuncia miglioramenti seppur lievi. I problemi…

Secondo i ricercatori, anche dopo la rimozione dell’amalgama, un quarto in media degli individui affetti dai problemi conseguenti non denuncia miglioramenti seppur lievi. I problemi segnalati da questi pazienti sono analoghi a sintomi fisici difficili da spiegare, come la fibromialgia, condizione medica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso e l’encefalomielite mialgica, una sindrome da affaticamento cronico.

Per valutare la prevalenza e la varietà di utilizzo della CAM in tale gruppo di pazienti, i ricercatori dell’UiT Arctic University of Norway hanno censito 324 membri del Forbundet Tenner og Helse, Associazione norvegese di pazienti odontoiatrici, ente no-profit che promuove un’odontoiatria priva di tossicità. Comune a tutti i partecipanti è stata l’attribuzione di tali problemi alle ex otturazioni in amalgama.

Le varie CAM sono state classificate in cinque categorie: sistemi medici alternativi o sistemi completi di terapia e pratica (medicina tradizionale cinese e omeopatia); interventi mente-corpo (meditazione); sistemi a base biologica (vedi erboristeria); metodi basati sul corpo (terapia chiropratica e massaggio) e terapie energetiche (guarigione).

L’89 per cento, ossia la stragrande maggioranza degli intervistati ha utilizzato almeno una modalità CAM, con più pazienti di sesso maschile (95,7 per cento) che femminile (86 per cento). Quanto al tipo di CAM, le terapie usate più di frequente sono state gli integratori alimentari, vitamine e minerali consigliati da un terapeuta (e adottati da un 66,7 per cento), seguiti da integratori alimentari auto-prescritti, vitamine e minerali (il 59 per cento), omeopatia (il 54 per cento), agopuntura (il 48,8 per cento) e diete speciali (47,5 per cento). Alla domanda di quale fosse l’effetto percepito, i soggetti con salute normale o buona hanno segnalato migliori risultati rispetto a quelli in cattive condizioni. Al contrario, dopo il trattamento della CAM il 12,3 per cento dei partecipanti ha notato un peggioramento dei sintomi.

Anche se dall’indagine emerge un ampio utilizzo delle CAM tra i partecipanti, i risultati non si possono generalizzare dal momento ‒ dicono i ricercatori ‒ che il gruppo oggetto di studio, altamente selezionato, non è rappresentativo della totalità dei pazienti. Tuttavia, poiché gli effetti negativi dell’amalgama non fanno parte di diagnosi accettate dal sistema sanitario, le cause del grande uso di medicina alternativa nelle sue varie modalità – osservano ‒ si possono correlare al mancato supporto terapeutico offerto all’interno del sistema sanitario convenzionale.

Intitolata “Use of complementary and alternative medicine in patients with health complaints attributed to former dental amalgam fillings”, la ricerca è stata pubblicata online il 22 gennaio dalla Rivista open-access BMC Complementary and Alternative Medicine.

Un’indagine condotta in Norvegia ha riscontrato grande uso di diverse specie di CAM (medicine alternative) in un gruppo di pazienti con problemi di salute legati all’amalgama dentale. (Fotografia: Anna Jurkovska/Shutterstock)

Disegno di legge sul lavoro autonomo: via libera dal Consiglio dei Ministri

In Italia come in Europa, i professionisti vengono parificati ai “piccoli imprenditori”. Deducibilità dell’aggiornamento professionale e tutela del credito: Poletti «Il rischio più grande di…

In Italia come in Europa, i professionisti vengono parificati ai “piccoli imprenditori”. Deducibilità dell’aggiornamento professionale e tutela del credito: Poletti «Il rischio più grande di un professionista è che il clienti non paghi». Il provvedimento, proposto dal Ministro del lavoro Giuliano Poletti, riguarda tutti i prestatori d’opera materiali e intellettuali non imprenditori, quindi anche i liberi professionisti. Le principali misure sono state anticipate in conferenza stampa a Palazzo Chigi dallo stesso ministro Poletti che ha messo l’accento sulla novità della copertura assicurativa contro il rischio di insolvenza dei clienti. «È il rischio più grande i un professionista», ha detto il Ministro che ha spiegato la novità come uno stimolo alle assicurazioni a fornire strumenti di copertura la cui spesa potrà essere interamente deducibile.

“Piccoli imprenditori” ai fini dell’accesso ai PON e POR ‒ Il Ddl (Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato) è un provvedimento collegato alla legge di stabilità 2016. La manovra finanziaria ha già contemplato il diritto di accesso dei professionisti italiani ai fondi strutturali europei, ora questo Ddl va a perfezionare la norma, introducendo definitivamente nell’ordinamento nazionale la parificazione giuridica del professionista allo status di “piccolo imprenditore” quale è considerato dall’Europa. La parificazione dei lavoratori autonomi ai piccoli imprenditori vale ai fini dell’accesso ai PON (Programmi Operativi Nazionali) e ai POR (Programmi Operativi Regionali) a valere sui fondi strutturali europei (Fondo Sociale Europeo (FSE) ‒ Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) ‒ Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) ‒ Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).

Agevolazioni fiscali per l’aggiornamento e la tutela del credito professionale ‒ Al riguardo il Ddl introduce misure consistenti nella deducibilità: del 100%, delle spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità finalizzate all’inserimento o reinserimento del lavoratore autonomo nel mercato del lavoro; del 100% delle spese per la partecipazione a convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale, e in misura integrale delle spese per gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà, allo scopo di favorire la stipula di tali polizze, e favorendo, allo stesso tempo, lo sviluppo del mercato assicurativo e la diffusione di tali forme assicurative, con un conseguente abbattimento dei costi per il lavoratore autonomo.

Maternità e malattia ‒ Viene riconosciuto il diritto di percepire l’indennità di maternità spettante per i due mesi antecedenti la data del parto ed i tre mesi successivi, indipendentemente dalla effettiva astensione dall’attività lavorativa, ‒ l’estensione della durata e dell’arco temporale entro il quale tali lavoratori possano usufruire dei congedi parentali, prevedendo che l’indennità per congedo parentale possa essere corrisposta per un periodo massimo di sei mesi entro i primi tre anni di vita del bambino. Viene inoltre previstala sospensione, senza diritto al corrispettivo, del rapporto di lavoro dei lavoratori autonomi che prestano la loro attività in via continuativa per il committente in caso di gravidanza, malattia e infortunio, per un periodo non superiore a 150 giorni per anno solare, e la sospensione del versamento dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi per l’intera durata della malattia e dell’infortunio fino ad un massimo di 2 anni, in caso di malattia e infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni. Introdotta infine, la previsione di una specifica misura di tutela contro la malattia in base alla quale, i periodi di malattia certificata come conseguente a trattamenti terapeutici di malattie oncologiche, sono equiparati alla degenza ospedaliera.

© Peter Probst / Shutterstock.com

February 2, 2016 10:20 am
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Non-Surgical Management of Periodontal Diseases: The Mainstay of Dental Therapy

Paul Levi, Jr. Associate Clinical Professor

A discussion of dental plaque and its etiologic effect on dental caries and periodontitis will initiate the Webinar. How to motivate the dental patient to understand the importance of plaque removal on a daily basis

Techniques for plaque removal by the patient. What techniques are best for the specific patient
The difference between scaling and root planing
Instrument for scaling and root planing
How to sharpen hand scalers
How to establish an effective hygiene maintenance program

Learning objectives:

  • The etiology of periodontal diseases
  • Effective motivating techniques
  • Techniques to teach patients brushing and flossing and other devices
  • Scaling and root planing instruments
  • An easy and effective method of hand instrument sharpening
  • An effective maintenance program and an appropriate interval for the specific patient
September 1, 2016 | News Americas
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“Sorrisi smaglianti, futuri brillanti”: educazione all’igiene orale nelle scuole

Prosegue l’impegno di Colgate, azienda leader nell’igiene orale, nel portare l’educazione orale a scuola; l’obiettivo è insegnare l’importanza di una corretta igiene orale quotidiana per…

Prosegue l’impegno di Colgate, azienda leader nell’igiene orale, nel portare l’educazione orale a scuola; l’obiettivo è insegnare l’importanza di una corretta igiene orale quotidiana per avere ogni giorno sorrisi smaglianti.
“Sorrisi smaglianti futuri brillanti” è il programma educativo di grande successo nelle scuole di tutto il mondo. Ormai in Italia da 4 anni, “Sorrisi smaglianti futuri brillanti” continua a insegnare ogni anno la corretta igiene orale ai piccoli di oggi che saranno gli adulti del futuro. Il programma ha raggiunto nel 2015 più di 110.000 bambini e oltre 600 professionisti dentali con lezioni tenute in scuole, studi odontoiatrici e in piazze durante eventi pubblici.
Tutti i dentisti e igienisti italiani possono diventare Ambasciatori del sorriso con “Sorrisi smaglianti futuri brillanti” e contribuire così alla migliore educazione per bambini e genitori.
Per la lezione di educazione all’igiene orale Colgate mette a disposizione un kit didattico che comprende:

  • materiale per il dentista/ igienista per l’insegnamento ai bambini;
  • materiale ludico-educativo per i bambini (compreso un cartone animato Supereroi dei denti);
  • brochure informativa per i genitori;
  • diploma di partecipazione al progetto, da distribuire agli alunni al termine della lezione.

Partecipare è semplice e gratuito: basta telefonare al numero 039.484299 (orario: 9.00-13.00/14.00- 16.00), oppure mandare una e-mail all’indirizzo info@colgatescuola.it e lasciare i propri recapiti per essere poi ricontattati dalla segreteria organizzativa e concordare insieme gli estremi della lezione.
Inoltre, sulla pagina www.quidentista.it è possibile scaricare un video educativo sull’igiene orale dei bambini per la sala d’attesa!

© Colgate

Le celebrazioni della Giornata Mondiale della Salute Orale 2016

Il gioco chiamato Mad Mouths lanciato a marzo sfiderà i giocatori a spazzolar via il maggior numero di virus della placca e di cibi possibile…

Il gioco chiamato Mad Mouths lanciato a marzo sfiderà i giocatori a spazzolar via il maggior numero di virus della placca e di cibi possibile prima che il tempo del gioco si esaurisca, sottolineando così i numerosi vantaggi legati al lavaggio dei denti.

Questa piattaforma dinamica permette di comunicare direttamente coi pazienti in tema di igiene orale. In occasione della Giornata Mondiale della Salute Orale, un video divertente e coinvolgente trasmesso anche su YouTube, incoraggerà i pazienti a trascorrere 2 minuti due volte al giorno, concentrati sul lavaggio dei denti. La FDI esorta i professionisti a condividere il video con i pazienti e attraverso i social media.

La strategia social e le immagini, create apposta per la Giornata, sono stati concepite proprio per aiutare i dentisti a indirizzare i pazienti al miglioramento dell’igiene della bocca. I professionisti del settore, le aziende e le istituzioni che desiderano essere coinvolti nelle attività della Giornata sollecitando i pazienti ad un miglioramento dell’igiene orale, sono invitati a scrivere una e-mail a WOHD@fdiworldental.org per ricevere una guida completa della campagna. Disponibile in inglese, francese e spagnolo comprende la documentazione relativa alla campagna è scaricabile, come lo sono la grafica del poster, i social designs, le informazioni sul video e sul gioco.

Ulteriori informazioni sulla Giornata Mondiale della Salute Orale 2016 sono reperibili all’indirizzo www.worldoralhealthday.org.

La campagna della Giornata Mondiale della Salute Orale 2016 si basa sul motto “Bocca sana. Corpo sano”. (Immagine: FDI World Dental Federation)

Un alleanza virtuosa a due che diventa a tre: professionisti, pazienti e… gestori dei Fondi

Come fare per attuare un’alleanza virtuosa tra professionisti, pazienti e gestori del fondo (che sembra di capire potranno essere “profit” oppure “non profit” a seconda…

Come fare per attuare un’alleanza virtuosa tra professionisti, pazienti e gestori del fondo (che sembra di capire potranno essere “profit” oppure “non profit” a seconda dei casi). Per raggiungere quest’obiettivo, credo debbano sussistere alcuni prerequisiti fondamentali che attualmente non riscontro e che rendono difficoltosa la sostenibilità del sistema:

  • a contrattazione con i professionisti o le strutture dovrebbe avvenire sulla base della qualità della prestazione, non solo della tariffa;
  • i professionisti dovranno discutere, accettare e mettere in pratica norme fortemente penalizzanti per chi, fra loro, violasse le regole che determinano le modalità di rimborso delle prestazioni eseguite. (“le prestazioni fantasma” sono il flagello di tutte le convenzioni);
  • la qualità della prestazione dovrà essere individuabile e controllabile (la categoria è pronta?);
  • i professionisti dovranno impegnarsi a contenere i costi per poter offrire i servizi al più vasto numero di cittadini;
  • detraibilità fiscale completa dei premi versati ai Fondi e una decisamente più significativa delle cure odontoiatriche (uniche prestazioni sanitarie peraltro non garantite dallo Stato).

Dovremo poi avere la possibilità di controllare anche l’efficienza dei fondi dal punto di vista amministrativo-gestionale. Per non creare ulteriori costi occorre infatti tenere sotto controllo la proliferazione di personale amministrativo che gestisce le pratiche di rimborso e i relativi quattrini dei cittadini (impiegati, manager, avvocati) che poco hanno a che vedere con la salute del cittadino ma che immancabilmente compaiono numerosi e premurosi a tutelarla in queste strutture. In poco tempo possono diventare un concentrato micidiale di “burocrazia” improduttiva da fare impallidire quella che già attualmente abbiamo in “carico” come liberi professionisti.

Insomma il dibattito sui Fondi va, a mio avviso, aperto al più presto. Creare le condizioni per un dibattito pacato, lontano da ogni possibile strumentazione, utile a tutta la categoria è il compito che spetta ai dirigenti delle nostre Associazioni e ai Sindacati di categoria.

Luigi Paglia

January 19, 2016 10:00 am
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Dermatite periorale? Un’arma terapeutica in più con i trattamenti integrati

Questo fastidioso disturbo in genere viene trattato dal dermatologo ma può succedere che talvolta il paziente chiede all’odontoiatra un consiglio in quanto il problema si…

Questo fastidioso disturbo in genere viene trattato dal dermatologo ma può succedere che talvolta il paziente chiede all’odontoiatra un consiglio in quanto il problema si è cronicizzato e la richiesta di aiuto è rivolta a tutti i medici che hanno in cura la persona che ne è affetta. Inoltre la lesione può estendersi a tal punto che l’odontoiatra non può neanche usare lo specchietto per spostare il labbro del paziente. L’età di comparsa della DP è variabile dai 15 ai 50 anni (Figg. 2-4), con prevalenza nel sesso femminile di 30 anni. L’eziologia è sconosciuta, ma un ruolo possono averlo i fattori scatenanti (Fig. 5).Una discreta importanza riveste la data di inizio della dermatite, in quanto maggiore è il tempo passato dalla comparsa del disturbo più è complesso il trattamento. A volte può risultare complicato far interrompere la terapia perché condiziona la paziente. Alcune volte la DP viene mascherata con i cosmetici. I sintomi riassunti in Fig. 6 hanno la seguente sequenza: prurito – bruciore – eritema –papule/pustole/vescicole – pigmentazione.
In genere, la linea lungo il vermiglio viene risparmiata dalla dermatite e l’esposizione al sole può aggravarla.

 

Leggi l’articolo completo nella sezione CLINICAL > GENERAL DENTISTRY

Dermatite periorale

Una corretta alimentazione può ridurre il rischio di carie radicolari negli uomini anziani

Per prendere in esame esaminare l’effetto qualità complessivo della dieta, sul numero di denti con nuovi o ricorrenti eventi di carie radicolari durante il follow-up,…

Per prendere in esame esaminare l’effetto qualità complessivo della dieta, sul numero di denti con nuovi o ricorrenti eventi di carie radicolari durante il follow-up, i ricercatori della Boston University hanno condotto dei controlli odontoiatrici su 533 uomini di età compresa tra i 47 e i 90 anni, in un ampio arco temporale. Hanno analizzato le carie radicolari e i restauri, il calcolo, la profondità di sondaggio della tasca e la perdita di attacco a ogni dente ad ogni controllo.

Inoltre, hanno ottenuto le informazioni dietetiche utilizzando un questionario di frequenza alimentare per determinare l’adesione alle linee guida del programma Dietary Approaches to Stop Hypertension (DASH). Il piano di dieta DASH è stato sviluppato per abbassare la pressione sanguigna senza farmaci, nell’ambito di una ricerca sponsorizzata dal National Institutes of Health.

I ricercatori hanno scoperto inoltre che gli uomini con punteggi di aderenza al DASH nel quartiere più alto, avevano una media compiacente di carie radicolari: ossia 30 per cento più basso (1,86 denti) di quelli nel quartile più basso (2,68 denti). La media aggiustata d’incremento di carie radicolari è risultato essere inferiore a una maggiore aderenza alle raccomandazioni in materia di verdura e cereali, e più alto, a un maggiore consumo di bevande gassate zuccherate.

Secondo i Centers for Disease Control and Prevention, circa 70 milioni di americani adulti (29 per cento) hanno la pressione alta. Si stima che la cura di questa condizione e dei suoi sintomi costano agli Stati Uniti circa 46 miliardi di dollari l’anno, compresi i servizi di assistenza sanitaria, i farmaci per trattare la pressione alta, e i giorni di lavoro persi.

Dal titolo The Dietary Approaches to Stop Hypertension diet and new and recurrent root caries events in men è stato pubblicato a settembre su Journal of the American Geriatrics Society. È stato condotto da ricercatori della Boston University, in collaborazione con il Veterans Affairs Boston Healthcare System e l’Edith Nourse Rogers Memorial Veterans Hospital, nell’ambito del Veterans Affairs Dental Longitudinal Study.

Una dieta sana ha dimostrato di poter migliorare le malattie dentali come la carie negli uomini più anziani. (Fotografia: Minerva Studio/Shutterstock)

Nove tumori su dieci causati da stili di vita, non da fattori genetici

Precedenti ricerche hanno suggerito che le mutazioni cellulari casuali hanno avuto un ruolo significativo nello sviluppo dei tumori, un risultato soprannominato “bad luck hypothesis” (ipotesi…

Precedenti ricerche hanno suggerito che le mutazioni cellulari casuali hanno avuto un ruolo significativo nello sviluppo dei tumori, un risultato soprannominato “bad luck hypothesis” (ipotesi sfortunata). Tuttavia, un nuovo studio della Stony Brook University di New York suggerisce che l’incidenza del cancro è troppo alta per essere spiegato da semplici mutazioni di divisione cellulare.

Lo studio rivela che anche se alcuni tumori rari possono essere provocati da mutazioni genetiche, le malattie più diffuse sono legate a fattori ambientali,. Secondo Yusuf Hannun, ricercatore della Stony Brook University, i nuovi risultati dimostrano che i fattori di rischio intrinseci contribuiscono solo in misura modesta al rischio complessivo di cancro (circa 10-30 per cento), cifre supportate da studi precedenti, che dimostrano come gli immigrati che si spostano da paesi con una bassa incidenza del cancro ai paesi con un’alta incidenza presto sviluppano le stesse percentuali di tumore, suggerendo quindi che i rischi sono ambientali più che biologici o genetici.

Paul Pharoah, professore di epidemiologia del cancro all’’Università di Cambridge, dichiara: "Questi risultati non hanno implicazioni nel trattamento del cancro, dicono solo che la maggior parte dei tumori sarebbe evitabile se conoscessimo tutti i fattori di rischio estrinseci origine della malattia".

Diversi studi hanno dimostrato che alcuni tipi di cancro sono influenzati da fattori esterni molto più di altri. In quello del colon retto, per esempio, il 75 per cento del rischio è individuato nel collegamento con la dieta. La ricerca suggerisce che, l’86 per cento del rischio di cancro della pelle è dovuto all’esposizione al sole e il 75 per cento del rischio di sviluppare il cancro testa/collo è dovuto al tabacco e alcol.

Secondo le statistiche del Cancer Research UK, in tutto il mondo si ritiene che 8,2 milioni di persone siano morte di cancro nel 2012, Più della metà delle morti in tutto il mondo si è verificato in Paesi a basso o medio livello d’indice di sviluppo umano. Per quanto riguarda, la mortalità dei diversi tipi di cancro, polmone, fegato, stomaco e intestino, sono le cause più comuni di morte in tutto il mondo. Sono pari a quasi la metà di tutte le morti per cancro.

Lo studio, intitolato "Substantial contribution of extrinsic risk factors to cancer development ", è stato pubblicato online il 16 dicembre sulla rivista Nature.

Influenze esterne sembrano avere un impatto molto maggiore sullo sviluppo del cancro di quanto si pensi. Importante che prevenzione e ricerca prendano in considerazione questi fattori estrinseci, dicono ricercatori della Stony Brook University. (Foto: Photographee.eu/Shutterstock)

Grazie alla visualizzazione a fluorescenza la recidiva del cancro orale potrebbe diminuire

Sono stati formati due gruppi: 138 maschi e 108 femmine di età dai 18 anni in su, di cui 156 avevano un carcinoma a cellule…

Sono stati formati due gruppi: 138 maschi e 108 femmine di età dai 18 anni in su, di cui 156 avevano un carcinoma a cellule squamose (SCC) e 90 lesioni precancerose di alto grado (HGLs). Un gruppo (154) ha subito un intervento chirurgico con l’FV, mentre i partecipanti al gruppo di controllo (92) sono stati sottoposti a chirurgia convenzionale.

I pazienti che hanno subito un intervento chirurgico con FV guidata hanno mostrato un tasso di recidiva locale significativamente più basso. In quelli affetti da SCC, il tasso di recidiva è sceso dal 40,6 al 6,5 per cento. Tra i pazienti HGL, il tasso è sceso dal 39,3 per cento al 8,1 per cento.

«I risultati di questa ricerca supportano l’uso dell’FV come fattore indipendente più forte nel controllo della recidiva in loco e nel fornire una possibile ed efficace modalità nel controllo della fase iniziale del cancro orale e delle lesioni orali pre-invasive» dicono gli autori della ricerca.

Per scoprire lesioni orali, il team ha utilizzato un VELscope, un dispositivo palmare, sviluppato dalla società statunitense LED Dental, che aiuta i dentisti a visualizzare le anomalie dei tessuti orali ed ha ricevuto l’approvazione FDA e dell’Health Canada nel 2006.

Secondo le statistiche fornite dal 2015 dalla Canadian Cancer Society, sono circa 4.400 i canadesi a cui ogni anno è diagnosticato il cancro del cavo orale, metà dei quali uomini, e circa 1.200 muoiono a causa della malattia.

Intitolato “Fluorescence visualization‒guided surgery for early-stage oral cance”, lo studio è stato pubblicato online il 14 gennaio sul AMA Otolaryngology‒Head and Neck Surgery journal prima della stampa. È stato condotto da ricercatori presso l’Università della British Columbia, in collaborazione con la BC Cancer Research Centre e la Simon Fraser University.

Il cancro orale è solitamente diagnosticato in una fase molto avanzata. (Fotografia: designer491/Shutterstock)

Win your patients’ trust through innovative Oral Health mobile applications

Tony Hashemian DDS

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May 31, 2016 | News Americas
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Efficacia ed efficienza del controllo del biofilm orale: protocollo tailoring “personalizzato e condiviso”

e tecniche di spazzolamento manuale attualmente esistenti, quali la tecnica di Bass, Charter, Stillman ecc., prevedono tutte l’esecuzione di un certo tipo di movimenti per…

e tecniche di spazzolamento manuale attualmente esistenti, quali la tecnica di Bass, Charter, Stillman ecc., prevedono tutte l’esecuzione di un certo tipo di movimenti per ottenere un’efficace disorganizzazione del biofilm, a prescindere dallo strumento utilizzato; sono tutte tecniche ideate nella prima metà del Novecento, quando lo strumento d’eccellenza per l’esecuzione delle manovre di igiene orale era lo spazzolino, all’epoca caratterizzato da un design essenziale, con manico, gambo e setole rigide. Oggi la tecnologia offre strumenti più raffinati, che soddisfano ogni tipo di esigenza: manici con l’impugnatura facilitata, gambo flessibile, testina di dimensioni variabili multilivello, setole arrotondate o filamenti con un range di durezza dal medio all’extra morbido (Figg. 2-4). Tali miglioramenti dettati dal progresso non sono stati, però, accompagnati da un’altrettanta modernizzazione dei protocolli per il loro utilizzo.

 

Leggi l’articolo completo nella sezione CLINICAL > DENTAL HYGIENE

Tecniche per la disorganizzazione del biofilm dalle superfici vestibolari, orali e masticatorie.

February 17, 2016 9:28 am
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Sulla responsabilità del medico tanto rumore per… poco

Gli articoli più rilevanti per la categoria sono soltanto alcuni. Il numero 6 inserisce nel codice penale l’art 590ter il quale prevede la responsabilità colposa…

Gli articoli più rilevanti per la categoria sono soltanto alcuni.
Il numero 6 inserisce nel codice penale l’art 590ter il quale prevede la responsabilità colposa per morte o lesioni personali in ambito sanitario soltanto a causa di imperizia e per colpa grave. Si tratta di un restringimento notevole della responsabilità del sanitario perché la negligenza e l’imprudenza (elementi costituivi della colpa) vengono cancellate e l’ipotesi scatta soltanto in presenza di colpa grave.

Quest’ultima viene esclusa quando, “salve le rilevanti specificità del caso concreto”, vengano comunque rispettate le buone pratiche clinico assistenziali e le raccomandazioni previste dalle linee guida, che devono ancora essere pubblicate e quindi rimarchevole sarà l’incertezza al riguardo nei prossimi anni.

L’art. 7 costituisce uno dei grimaldelli della rivoluzione che ha modificato la materia della responsabilità sanitaria. Prevede come i medici convenzionati o esercenti la professione sanitaria pubblica o in regime di libera professione intramuraria rispondano del proprio operato ai sensi della responsabilità aquiliana (art. 2043 CC).

Il cambiamento consiste in questo: la responsabilità del medico non può più essere invocata dopo cinque anni e l’onere della prova spetta al paziente danneggiato. Norma salutata con favore dalla classe medica perché non solo riduce notevolmente il problema della medicina difensiva ma consente al medico di lavorare con maggior serenità.

Il mutamento è notevole se si pensa che ‒ prima della modifica apportata dall’art. 7 co. 3 DDL cit. ‒ il medico convenzionato continuava anch’egli a rispondere a livello contrattuale (al pari della sua struttura per cui tutto è rimasto invariato) quindi con una responsabilità invocabile fino a dieci anni e con un pesante onere della prova a sé riconducibile consistente nel dimostrare che l’inadempimento o il ritardo della prestazione era derivato da impossibilità derivante da causa a lui in imputabile.

Parliamo del tipo di responsabilità ex art. 1218 CC prevista ancora per gli odontoiatri intesi quali liberi professionisti, per i quali nulla è cambiato e la loro aggredibilità continuerà ad essere quella derivante dal contratto, così come per gli avvocati o i geometri.

I medici dipendenti sono quindi “avvantaggiati”? Senza dubbio, in quanto la presenza della responsabilità contrattuale dell’ente (10 anni più onere della prova in capo alla struttura) garantiscono già il paziente il quale contro il medico dipendente deve avercela più dura (cinque anni più onere della prova a carico).

Alcuni correttivi significativi sono stati introdotti in termini pratici dagli artt. 8 e 12 anche per i dentisti “liberi”. La causa al professionista che ha mal operato non si potrà muovere se non dopo aver “preliminarmente” adito il Tribunale richiedendo una consulenza tecnico preventiva ai fini della composizione della lite.
È una condizione di procedibilità della domanda risarcitoria. Il paziente il quale citi il proprio dentista senza essere prima transitato da questa camera di compensazione, non può procedere oltre. L’art. 12 prevede altresì che possa agire direttamente nei confronti dell’impresa di assicurazione che presta la copertura all’azienda. Una rivoluzione per la responsabilità dei medici quindi? Manco per idea. Si tratta di un adattamento interpretativo che nasce dalla giurisprudenza più avvertita e sensibile che aveva già anticipato una modifica del genere nel 2012. Il Tribunale di Varese – con la sentenza 26 novembre 2012 n. 1406 – aveva sin da allora statuito come la responsabilità da fatto illecito (2043 CC) potesse essere fatta valere dal paziente colpito da danno iatrogeno anche in assenza di contratto.

«È evidente che l’adesione ad un modulo siffatto contribuisce a realizzare la finalità perseguita dal legislatore (contrasto alla medicina difensiva) in quanto l’onere probatorio del medico viene alleggerito e viene fatto gravare sul paziente anche l’onere (non richiesto dall’art. 1218) di offrire dimostrazione giudiziale dell’elemento soggettivo di imputazione della responsabilità». Come al solito si grida alla rivoluzione quando sulle barricate i suoi figli ne sbandierano il drappo già da tempo.

A. Pezzini, A. Gallese.

Hans Geiselhöringer è stato nominato presidente di Nobel Biocare

Hans Geiselhöringer dal 2011 è stato executive vice president of Global Research, Products and Development, ideando una linea di sviluppo per prodotti e soluzioni altamente…

Hans Geiselhöringer dal 2011 è stato executive vice president of Global Research, Products and Development, ideando una linea di sviluppo per prodotti e soluzioni altamente competitiva. Prima di allora aveva ricoperto i ruoli di executive vice president Global Marketing and Products (2010-2011) e head of NobelProcera and Guided Surgery (2009– 2010). Hans è entrato a far parte di Nobel Biocare nel 2008 come head of NobelProcera ed è stato nominato membro del comitato esecutivo nel 2009.

Dal 2004 al 2009, Hans è stato un global speaker per Nobel Biocare, e con questa nomina è diventato il primo cliente Nobel Biocare ed esperto del settore nella storia dell’azienda a conquistare la più alta posizione nella dirigenza.
Nel 1998, ha fondato la società DentalX GmbH, un’importante catena di laboratori odontotecnici specializzata in implantologia, anaplastologia, ricostruzioni funzionali ed estetiche e tecnologie di imaging. Hans è un odontotecnico preparato e competente e possiede una profonda conoscenza tecnica delle aziende del settore e CAD/CAM; ha anche un’estesa esperienza come cliente che favorisce una continua innovazione in Nobel Biocare. Come noto esperto di tecnologie e materiali dentali, è stato autore e co-autore di numerosi articoli clinici e di ricerca. È anche membro di molteplici associazioni internazionali e relatore riconosciuto in tutto il mondo.

Hans Geiselhöringer, nuovo presidente di Nobel Biocare, ha così commentato: «Il nostro focus sul paziente rimane saldo e costante. Ogni cosa che facciamo continuerà ad essere incentrata sul paziente e sarà clinicamente rilevante e basata sull’evidenza. Per rafforzare la nostra leadership in implantologia ci impegniamo a fornire soluzioni digitali integrate per migliorare l’esperienza del cliente e aumentare la produttività a ogni livello assicurando un elevato successo clinico e grande predicibilità. Grazie al contributo di KaVo Kerr Group, abbiamo gli strumenti e i team più qualificati per creare il maggiore punto di riferimento nel settore per l’odontoiatria digitale. In definitiva, Nobel Biocare continuerà con il suo forte impegno rivolto all’innovazione per fornire una continua linea diretta verso soluzioni superiori che aiutino i nostri clienti a trattare sempre più pazienti al meglio».

Nobel Biocare è leader mondiale nel campo delle soluzioni protesiche innovative su impianti. La vasta gamma di soluzioni comprende la riabilitazione con impianti dentali per tutte le indicazioni dal dente singolo fino ad arcate completamente edentule (sono inclusi i marchi NobelActive®, Brånemark System® e NobelReplace®), una gamma completa di sistemi protesici di precisione individualizzati e CAD/CAM (NobelProcera®), soluzioni di diagnosi, pianificazione del trattamento e chirurgia guidata (NobelClinician® e NobelGuide®) e biomateriali (creos™). Nobel Biocare supporta i suoi clienti attraverso tutte le fasi di sviluppo professionale, offrendo programmi formativi a livello mondiale oltre a materiali informativi per i pazienti. La società ha sede a Zurigo in Svizzera. La produzione ha luogo in sei siti situati negli Stati Uniti, in Svezia, in Giappone e Israele. I prodotti e i servizi sono disponibili in più di 80 paesi attraverso filiali e distributori.

Hans Geiselhöringer

January 28, 2016 12:20 pm
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Società che gestiscono servizi odontoiatrici. 23 Senatori chiedono ai Ministri competenti più tutele per i pazienti

Ricordando il calo di accesso alle cure odontoiatriche da parte degli italiani e che i giovani laureati in odontoiatria hanno sempre più difficoltà ad aprire…

Ricordando il calo di accesso alle cure odontoiatriche da parte degli italiani e che i giovani laureati in odontoiatria hanno sempre più difficoltà ad aprire studi professionali per via degli elevati costi delle strutture, i senatori firmatari focalizzano la loro attenzione sulle società di capitale che operano nel settore odontoiatrico. «Negli ultimi anni ‒ scrivono i Senatori nell’interrogazione ‒ si è assistito al proliferare di società che si occupano di servizi odontoiatrici che attraverso il franchising aprono strutture sul territorio e che non presentano, in alcuni casi, dei direttori sanitari iscritti all’Albo degli odontoiatri presso l’Ordine dei Medici. Direttori sanitari, spiegano, che spesso lavorano per diversi centri non garantendo, in tal modo, la sua presenza in studio che dovrebbe essere costante».

Ma non solo, i firmatari ricordano come in alcuni di questi centri odontoiatrici la redazione del piano di trattamento e di cura dei pazienti sia demandata agli addetti commerciali e non all’odontoiatra. Catene odontoiatriche che hanno la possibilità, al contrario degli studi professionali, di proporre aggressive attività promozionali utilizzando le cosiddette “prestazioni civetta” a tariffe sottocosto, senza la possibilità che l’Ordine professionale possa sanzionarle.

Ma il principale pericolo per i pazienti arriva dal rischio, in caso di fallimento delle società che si occupano di servizi odontoiatrici, spesso Srl con capitale sociale di 10 mila euro, di essere insolventi «nei confronti sia dei propri assistiti che degli operatori che vi lavorano, poiché il giro di affari di un centro odontoiatrico supera di gran lunga la quota di capitale sociale versata che deve essere usata naturalmente anche a forma garanzia». «Le società che offrono servizi odontoiatrici ‒ chiariscono i Senatori ‒ non sono obbligate ad avere all’interno dei loro CdA figure iscritte all’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri e per tal motivo spesso perseguono politiche societarie puramente commerciali e orientate alla sola logica del profitto» .Per questo, ricordano, «l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani ha, in Commissione Industria del Senato, chiesto nuove regole che aumentino il livello di trasparenza e professionalità del mercato odontoiatrico gestito dalle società di capitali e norme più severe per combattere l’abusivismo professionale».

I Senatori chiedono, quindi, ai Ministri competenti se «non ritengono opportuno intervenire affinché le prestazioni sanitarie non siano oggetto di attività esclusivamente lucrose; se non ritengano opportuno, nei limiti delle proprie attribuzioni, adottare iniziative, anche di natura ispettiva, nei confronti delle società che si occupano di servizi odontoiatrici; se intendano, per quanto di competenza, attivare controlli più stringenti nei confronti delle società che si occupano di servizi odontoiatrici; quali iniziative, anche di carattere normativo, intendano assumere al fine di migliorare il mercato odontoiatrico dominato dalle società di capitali che sta mettendo in pericolo il sistema professionale che da decenni rappresenta un punto di riferimento per i cittadini italiani».

«I Senatori portano un problema reale che mette a rischio la salute degli italiani al quale la politica speriamo ponga rimedio al più presto», commenta Gianfranco Prada Presidente ANDI. «In questi giorni sono in discussione in Commissione Industria alcuni emendamenti al Ddl Concorrenza che puntano ad introdurre odontoiatri iscritti all’Albo negli organismi gestionali delle società di capitale», continua Prada. «Approvandoli si permetterebbe di estendere la garanzie che oggi i pazienti hanno nel farsi curare in uno studio di un dentista libero professionisti anche ai pazienti che si recano in una catena odontoiatrica».

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Impianti oggi: quali, da chi e quando?

Per quanto riguarda l’implantologia, esistono invece nel mondo un quantitativo di associazioni a dir poco imbarazzante, tanto che spesso diventa difficile pensare che le stesse…

Per quanto riguarda l’implantologia, esistono invece nel mondo un quantitativo di associazioni a dir poco imbarazzante, tanto che spesso diventa difficile pensare che le stesse siano state create davvero per nobili scopi scientifici e non piuttosto per vanagloria personale o per accondiscendenti nepotismi.
Tutto ciò premesso, si assiste innegabilmente a una degenerazione del fenomeno implantologico che mal si coniuga con questa ridondanza di associazioni scientifiche.

Che cosa fanno queste ultime? Utilizzano i loro eventi scientifici per fare davvero il punto sulla situazione, per davvero educare i giovani a una consapevole scelta del loro percorso professionale e a realmente condividere conoscenza e sapere?
Nella mia attività professionale ho sempre cercato di selezionare impianti che fossero sufficientemente validati, al fine di poter dare al mio paziente, prima ancora che per un obbligo legale di mezzi, la certezza etica di aver scelto in scienza e coscienza ciò che di meglio potessi reperire sul mercato (potremmo estendere lo stesso discorso ovviamente al filo di sutura, all’anestetico, ecc.), anche ai fini di una opportuna garanzia di durata del lavoro da me eseguito. Lo stesso dicasi per tecniche chirurgiche proposte, che ho cercato di mutuare da quanto realmente accreditato nel mondo scientifico internazionale, e non solo in relazione a qualche moda passeggera, a qualche opinione personale o qualche trovata pubblicitaria di una sapiente combinazione azienda/clinico. Il nostro paziente vuole garanzie e certezze, e ci dà dei soldi nell’affidarci la sua salute. Non possiamo tradire la sua fiducia, le sue aspettative e i suoi investimenti con scelte men che etiche, se non a rischio di farci correi di quel decadimento della nostra professione.

Impianti cloni acquistati ovunque, spesso in titanio industriale, perni monconi calcinabili pur di risparmiare qualche euro rispetto ai preformati (con il conseguente rischio di rotture di impianti, per esempio), procedure post estrattive con carico immediato solo per compiacere le richieste del paziente o per poter fare cassa in tempi più brevi senza alcuna verifica (quanti di questi operatori usano l’ISQ per verificare la stabilità primaria ad esempio?), sono solo alcuni dei molti drammatici esempi che sono sotto gli occhi di tutti.

Ordini professionali e società scientifiche si spera allora vogliano e possano esercitare adeguatamente il proprio compito, sensibilizzando l’opinione pubblica con campagne rivolte ai pazienti per una maggiore attenzione verso ciò che ricevono («Signor paziente, a cui è stato proposto un impianto, verifichi che impianto è, come si chiama, se esiste la possibilità per lei un domani di ricevere assistenza anche presso altre strutture!»).

E che si facciano interpreti, tramite i loro presidenti e comitati etici e scientifici, presso i loro associati per una maggiore attenzione e rigorosità nel quotidiano operare. Ricordiamoci che se vogliamo essere considerati medici davvero, come tali dobbiamo operare secondo la regola del primum non nocere. Altrimenti a nulla servirà poi lamentarci quando sarà ormai troppo tardi.

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Biopsia liquida non invasiva per facilitarelo screening del cancro del colon-retto

LiqBiopSens, sviluppato dalla AWSensors, società spagnola, nell’ambito di un Progetto europeo, promette di rivoluzionare la lotta contro il cancro. Basato sull’analisi dei biomarcatori dei fluidi…

LiqBiopSens, sviluppato dalla AWSensors, società spagnola, nell’ambito di un Progetto europeo, promette di rivoluzionare la lotta contro il cancro. Basato sull’analisi dei biomarcatori dei fluidi corporei come sangue e saliva, è un sistema di rilevazione molecolare ad alta sensibilità che incorpora una tecnologia di micro-sensori al quarzo brevettata dal Politecnico di Valencia. Permette un’analisi in tempo reale combinata con una tecnologia in grado di rilevare in modo affidabile le mutazioni del DNA.

Oltre ad essere molto veloce, il LiqBiopSens consente un più preciso rilevamento del DNA e delle sue mutazioni, rispetto ai sistemi correnti di rilevamento basati sugli enzimi. “Può essere effettuato – assicura la Società – anche da non specialisti”.

È noto da tempo che i tumori solidi rilasciano DNA nel sangue e il carico di ctDNA è stato correlato alla sua stadiazione e alla prognosi. Solo i recenti progressi nella sensibilità e precisione dell’analisi del DNA hanno tuttavia consentito la genotipizzazione dei cambiamenti somatici rinvenuti nei tumori interrogando il ctDNA.

A partire dal 2016, i LiqBiopSens saranno testati utilizzando i campioni di sangue di pazienti affetti da cancro del colon-retto in ospedali dell’Andalusia per un periodo di tre anni. Secondo il team dei ricercatori, il successo delle tecniche di biopsia liquida nel monitoraggio delle dinamiche del tumore in tempo reale e diagnosi precoce, sta per rivoluzionare l’approccio del medico nella battaglia contro il cancro.
L’attuale procedura per identificare il tipo e l’entità di un cancro è la biopsia tissutale, in cui dal sospetto tumore viene prelevato un piccolo campione di tessuto e istologicamente esaminato.

Poiché si è già parlato in passato di adottare anche in odontoiatria, lo screening come strumento efficace di prevenzione delle malattie e quale momento di collaborazione interdisciplinare tra cure dentali e mediche, i sistemi di diagnostica salivare quali il LiqBiopSens potrebbero portare in futuro anche l’assistenza odontoiatrica in primo piano.

AWSensors è una società high-tech spagnola fondata da un gruppo di ricercatori dell’Università Politecnica di Valencia. L’azienda sviluppa, produce e commercializza strumentazione base di alta precisione per la ricerca di base clinica ed industriale. Per lo sviluppo della tecnologia LiqBiopSens ha appena ottenuto una sovvenzione di 2,7 milioni euro da parte della Commissione Europea nell’ambito del programma Orizzonte 2020.

Un nuovo metodo di biopsia liquido messo a punto dall’Azienda spagnola AWSensors, permette di individuare con più precisione il DNA e le sue mutazioni rispetto ai sistemi di rilevazione correnti basati sugli enzimi. (Fotografia: Jezper/Shutterstock)

Rilevati alti livelli di mercurio nelle urine nei bambini con otturazioni in amalgama

Per valutare l’esposizione cronica al mercurio elementare, i ricercatori della National University Kyungpook nella Corea del Sud, hanno valutato le concentrazioni di mercurio nei campioni…

Per valutare l’esposizione cronica al mercurio elementare, i ricercatori della National University Kyungpook nella Corea del Sud, hanno valutato le concentrazioni di mercurio nei campioni di urina in più di 1.000 bambini di età tra 8-11 anni, sottoposti anche all’esame orale, scoprendo che quelli con più di una superficie dentale trattata con amalgama, mostravano una più alta concentrazione di mercurio nelle urine rispetto a quelli senza. I ricercatori hanno quindi concluso che l’esposizione all’amalgama nei denti potrebbe influenzare la concentrazione di mercurio sistemica nei bambini.

Alcuni studi indicano che l’esposizione al mercurio potrebbe causare problemi nello sviluppo cerebrale precoce. Il mercurio è stato anche associata agli effetti negativi sulla salute relativamente ai sistemi digestivo e immunitario, così come ai polmoni, ai reni, alla pelle e agli occhi. Il riconoscimento di tali implicazioni ha portato ad un divieto di utilizzo dell’amalgama dentale in alcuni Paesi ad alto reddito. Tuttavia, i restauri in amalgama sono ancora proposti come materia di insegnamento negli studi del Sud-est asiatico. In Myanmar, per esempio, circa il 50 per cento delle otturazioni avviene ancora in amalgama.

Lo studio, dal titolo “Dental amalgam exposure can elevate urinary mercury concentrations in children”, è stato pubblicato online il 1° febbraio sull’International Dental Journal.

Il rischio di tossicità dell’uso di amalgama nelle otturazioni nei bambini, è una questione controversa tra gli esperti in materia sanitaria. (Photograph: wckiw/Shutterstock)

Lo “Stanley Bergman pensiero” alla Convention di Roma della forza vendita Henry Schein Krugg

In un altro slogan la sintesi del discorso di Bergman ai suoi potrebbe essere “Se ti impegni, riuscirai” sempre sognando in grande, come fecero i…

In un altro slogan la sintesi del discorso di Bergman ai suoi potrebbe essere “Se ti impegni, riuscirai” sempre sognando in grande, come fecero i padri fondatori del Gruppo nel 1932 e come hanno continuato a fare negli 84 anni di vita, fino a condurlo alle sue attuali dimensioni, dopo un anno 2015 che Bergman non ha esitato a definire “terrific”. In sintesi: 18.000 dipendenti, filiali in 33 paesi, oltre 100.000 prodotti di marca e prodotti a marchio privato disponibili ed oltre 150.000 aggiuntivi su ordinazione.

Alla radici del successo una visione comune, fiducia e buona prassi. Una volta fatti propri questi concetti, i risultati arrivano, non possono non arrivare. E risultati sono oltre al milione di clienti attuali della Henry Schein Krugg, la sua collocazione nella lista Fortune tra le 500 Aziende “più” e non solo per una fortunata e contingente coincidenza, ma per 15 anni di filato, a ribadire il principio che “a seminare bene si raccoglie”. Senza citare i riconoscimenti del Gruppo da parte di Standard and Poor’s e di NASDAQ tra le 100 Aziende più importanti, di “uno dei migliori posti dove lavorare”.

Dopo aver elencato varie tappe della evoluzione tra cui le acquisizioni in Italia (Luciani, Giorgi, Anthos), alla crescita del Gruppo hanno contribuito anche il giusto equilibrio tra le esigenze di fornitori, dei clienti e degli investitori, oltre all’etica, all’insegna di uno spirito di squadra che vede tutti protesi verso il fine comune di creare fiducia (trust), concetto strettamente legato ad un altro slogan (Henry Schein Cares). Con un riferimento tanto semplice da sembrare banale (l’idea di trasformare le valige in trolley grazie all’applicazione delle rotelle, ndr.) Bergman ha citato l’interoperabilità, l’idea cui si ispirerà il Gruppo, ossia collegamento “multipurpose” tra cellulare e computer, anima di una quarta rivoluzione industriale già iniziata che richiama il “We connect dental” illustrato lo scorso anno da Henry Schein Krugg in un altro incontro coi giornalisti.

Il concetto di interoperabilità si lega a quello del “why not” già proposto come motore in passato. Why not essere i primi nella digitalizzazione degli studi? «Negli Anni 90 ‒ ha ricordato Bergman ‒ storicamente fummo i primi a caldeggiare l’ingresso del software nello studio”. Why not, allora, non cercar di facilitare la vita del cliente con l’interoperabilità? L’esortazione ai venditori presenti ad essere anche e soprattutto buoni consulenti dei loro clienti, piccoli imprenditori desiderosi di assistenza, è stata pressante. Perché il “full service” allora come oggi continua ad essere il cavallo di battaglia della Henry Schein, possedendo il Gruppo tutti gli anelli della digitalizzazione, illustrati nella Convention alla forza vendita (CAD/CAM e sistemi digitali, igiene e sistemi laser e ottici, radiografie digitali).

Le priorità Henry Schein Krugg, per il 2016, riassunte nel gran finale da Bergman si riassumono quindi in una Odontoiatria “sempre più digitale”, nella partnership coi fornitori, in nuovi modelli di vendita anche online (perché “we are born for Internet”) e soprattutto nella vendita-consulenza al cliente. Se “consulting and technology”, sono le due parole d’ordine per galvanizzare la forza vendita, tre sono i principi ispiratori del Gruppo nella strategia verso futuri successi: creativity, collaboration, communication.

Stanley Bergman

February 24, 2016 11:26 am
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Backward Planning – Full Digital Approach to Dental Implant Planning

Dr. Sven Holtorf MSc

Potential and Limits of New Procedures

A fully digital approach to dental implant planning from the planned restoration to the implant. The range is from chairside planned and manufactured templates for the single implant up to the complex full arch restoration with multiple implants and the industrial prefabricated surgical template with integrated guide sleeves. This webinar shows an overview of the fairly new and different possibilities of fully digitalized implants. With the template-guided approach precise and predictable treatment results can be implemented. This process ensures the virtual construction and fabrication of surgical implant templates with a clinical case on the CEREC Guide 2.0. system.

June 14, 2016 | News Americas
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Sabato 27 Stati Generali dell’Odontoiatria a Roma “per delineare progetti e potenziali sinergie”

«L’occasione è utile ‒ sottolinea il presidente CAO, Giuseppe Renzo ‒ per portare il nostro contributo alle tematiche in discussione e per affrontare le questioni…

«L’occasione è utile ‒ sottolinea il presidente CAO, Giuseppe Renzo ‒ per portare il nostro contributo alle tematiche in discussione e per affrontare le questioni più importanti che riguardano la professione odontoiatrica». Convocata anche la CAO Nazionale con il contributo anche dei Coordinatori dei Gruppi di lavoro odontoiatri permanenti della FNOMCeO. È prevista una Tavola rotonda con tutte le componenti del mondo odontoiatrico per discutere e delineare progetti e potenziali sinergie nella politica del settore odontoiatrico. Alcuni dei punti all’ordine del giorno:

  • Programmazione;
  • Formazione;
  • Iniziativa ministeriale per un convegno su accessibilità alle cure odontoiatriche previsto per il 21 aprile 2016;
  • Congresso di Rimini praticabilità ed attuazione: risvolti politico/programmatici su eventuale presenza della componente odontoiatrica;
  • Linee Guida e valutazione di iniziative volte al sostegno di fasce deboli e dei giovani professionisti.

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February 24, 2016 7:11 am
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Quasi doppio il rischio di mortalità in pazienti edentuli ed affetti da malattie coronariche

Esaminando i dati di 15.456 pazienti con CHD di 39 paesi, i ricercatori hanno scoperto che la perdita dei denti è collegata all’incremento del tasso…

Esaminando i dati di 15.456 pazienti con CHD di 39 paesi, i ricercatori hanno scoperto che la perdita dei denti è collegata all’incremento del tasso di mortalità. Le informazioni sui fattori psicologici e sociali, sul numero di denti e gli stili di vita, quali fumo e attività fisica, sono state valutate tramite un questionario sottoposto agli esaminandi all’inizio della ricerca.

Dei pazienti esaminati, circa il 16 per cento ha riferito di essere edentulo e al 40 circa mancavano metà denti. Una perdita di denti più elevata è stato riscontrata soprattutto in fumatrici più anziani, meno attive, più sottoposte al rischio di diabete, con più alta pressione sanguigna, un indice di massa corporea più elevato e livello di istruzione inferiore.

Quanto al collegamento tra perdita dei denti e CHD, il gruppo degli edentuli è sottoposto ad un rischio del + 27 per cento di eventi cardiovascolari (morte cardiovascolare, infarto miocardico o ictus). Inoltre, per i pazienti edentuli il rischio di morte cardiovascolare aumenta dell’85 per cento, dell’81 per cento per altre cause di morte e del 67 per cento di ictus rispetto ai pazienti dotati di denti.

«L’aumento di rischio è stato lineare con livelli più elevati nei pazienti edentuli ‒ conferma Ola Vedin, cardiologo presso l’Uppsala University Hospital and Uppsala Clinical Research Center in Svezia, autore della ricerca ‒. I rischi di morte cardiovascolare e per altre cause sono quasi il doppio rispetto ai soggetti forniti di denti. Le malattie cardiache e le malattie gengivali hanno in comune molti fattori di rischio, quali fumo e diabete, cosa che abbiamo preso in considerazione nell’analisi, riscontrando una relazione fra le due circostanze, apparentemente indipendenti».

Anche se numericamente il rischio d’infarto miocardico cresce con la perdita di denti, la ricerca non ha stabilito associazioni significative tra il loro numero e il rischio di infarto al miocardio «cosa abbastanza sconcertante ‒ dice Vedin ‒ dato che avevamo forti indicazioni di causa/effetto tra edentulia e altri esiti cardiovascolari, compreso l’ictus».

I risultati indicano tuttavia che i meccanismi che portano alla perdita dei denti (soprattutto la parodontite) possono produrre una prognosi peggiore nei pazienti CHD. «Anche se nella ricerca non è stato possibile stabilire il rapporto di causa effetto, la perdita di denti potrebbe essere un modo semplice e poco costoso per identificare i pazienti ad alto rischio, bisognosi di maggior prevenzione», conclude Vedin. «Mentre non possiamo ancora suggerire ai nostri pazienti di prendersi cura dei denti per ridurre i rischi cardiovascolari ‒ continua ‒ sono certi gli effetti positivi dell’uso di spazzolino e filo interdentale perché contribuiscono alla salute cardiovascolare».

Nella ricerca sono stati esaminati pazienti per un periodo medio di 3,7 anni. Il legame tra perdita dei dente e relative conseguenze è stato studiato tenendo conto dei fattori di rischio cardiovascolari e dello status socio-economico. Nel periodo di osservazione i ricercatori hanno riferito di 1.543 eventi cardiovascolari, 705 morti per tale causa, 1.120 morti di tutte le cause e 301 ictus.

I risultati sono stati pubblicati online il 16 dicembre sull’European Journal of Preventive Cardiology nell’articolo “Tooth loss is independently associated with poor outcomes in stable coronary heart disease”, poco prima di andare in stampa.

La ricerca ha valutato su ampia scala la relazione tra perdita di denti ed esiti di malattia coronarica. (Fotografia: Arrfoto/Shutterstock)

Evidenze cliniche sorprendenti e progetto Digitals al centro del 7 convegno Geass

300 presenze, 230 partecipanti di cui il 16% provenienti dall’estero, 30 relatori, 40 collaboratori tra personale interno e rete vendita. Sono questi i numeri del…

300 presenze, 230 partecipanti di cui il 16% provenienti dall’estero, 30 relatori, 40 collaboratori tra personale interno e rete vendita. Sono questi i numeri del 7° Convegno Geass, “Oltre l’impianto. Nuove tecnologie al servizio della clinica”, tenutosi al NH Laguna Palace di Mestre dal 21 al 23 gennaio scorso.

Un evento di alto livello, con relazioni scientifiche giudicate “ineccepibili” e “all’altezza delle aspettative” dagli addetti ai lavori. Nomi d’eccezione, tra cui il prof. Mariano Sanz, tra i massimi esperti di parodontologia a livello internazionale. Nel suo intervento, dal titolo “La sfida della topografia delle micro superfici implantari: dall’osteointegrazione alla perimplantite”, il prof. Sanz ha sviluppato una prospettiva futura dell’attuale dibattito sul costo-beneficio del miglioramento della velocità di osteointegrazione (inserimento immediato, carico immediato), a discapito dell’aumento del rischio perimplantiti, presentando evidenze scientifiche. «Un relatore strategico e un valore aggiunto che contraddistingue Geass», ha commentato Fabrizio Gentile, Direttore Generale Geass. «Lo scopo era fornire degli spunti alla platea per il vantaggio della disciplina e credo che ci siamo riusciti».

 

Leggi l’articolo completo nella sezione BUSINESS

Il prof. Mariano Sanz nel suo intervento, dal titolo “La sfida della topografia delle micro superfici implantari: dall’osteointegrazione alla perimplantite”

Impianti trans-sinusali per la riabilitazione del mascellare atrofico: serie di 32 casi in pazienti totalmente edentuli

Quando il volume osseo è insufficiente per poter posizionare degli impianti è possibile ricorrere a manovre rigenerative di diversa complessità. Per ovviare a queste manovre…

Quando il volume osseo è insufficiente per poter posizionare degli impianti è possibile ricorrere a manovre rigenerative di diversa complessità.
Per ovviare a queste manovre sono state studiate alternative terapeutiche quali: posizionamento di impianti nel tuber3,4, impianti pterigoidei5, impianti zigomatici6, impianti inclinati e impianti corti7-9. Queste alternative terapeutiche presentano una minore invasività e trovano indicazione in pazienti che non possono subire chirurgie complesse per motivi clinici o psicologici.
Lo scopo di questo articolo è presentare una alternativa terapeutica al rialzo di seno mascellare nei casi in cui si verifichi una estesa pneumatizzazione dei seni mascellari nella zona del primo premolare.

Materiali e metodi
Il presente studio clinico è stato approvato dalla commissione etica e scientifica dell’IRCCS Istituto ortopedico Galeazzi in accordo con i parametri stabiliti dalla Dichiarazione di Helsinki10.
32 pazienti totalmente edentuli nell’arcata superiore sono stati selezionati in accordo con i seguenti criteri di inclusione:

  1. iperpneumatizzazione dei seni mascellari con osso crestale residuo inferiore a 4 mm in zona primo premolare;
  2. necessità di inclinare l’impianto distale più di 45° per ottenere un adeguato A-P spread;
  3. deiscenza ossea e riparazione con tessuto fibro-mucoso in area secondo premolare, primo molare.
  4. I criteri di inclusione rappresentano anche le indicazioni cliniche a questo tipo di chirurgia.

Al campione iniziale sono stati applicati i seguenti criteri di esclusione:

  1. Presenza di patologie sistemiche non controllate che potessero rappresentare una controindicazione alla chirurgia implantare.
  2. Radioterapia della regione testa e collo nei 12 mesi precedenti.
  3. Pazienti bruxisti o parafunzionali.
  4. Stato di gravidanza.
  5. Scarsa igiene orale o impossibilità a seguire il protocollo di follow-up.

Nei pazienti totalmente edentuli, mediante lateralizzazione del seno mascellare e inserimento di impianti inclinati, è stato possibile eseguire una riabilitazione implanto-protesica fissa di 12 elementi con un solo elemento in estensione distale (Figg. 1a-e, Figg. 2a-c).

Procedura chirurgica
A tutti i pazienti inclusi nello studio è stata prescritta una profilassi antibiotica con amoxicillina e acido clavulanico (Augmentin, Roche, Milano, Italia) 2 g un’ora prima dell’intervento.
L’anestesia plessica è stata ottenuta con infiltrazione di anestetico locale con vasocostrittore adrenalina 1:100000 (Ultracaina D-S Forte, AventisPharma, Francoforte, Germania).
Il disegno del lembo ha previsto l’esecuzione di un’incisione crestale e due incisioni di rilascio verticali, l’elevazione del lembo muco periosteo, ha permesso di eseguire una antrostomia di dimensioni ridotte (4 mm in senso mesio-distale e 7-8 mm in senso apico-coronale) parallela alla parete anteriore del seno mascellare.
Completata l’antrostomia è stato possibile elevare la membrana del seno mascellare dalla parete anteriore eseguendo uno scollamento in senso distale. La preparazione del sito implantare è stata finalizzata mediante la sequenza di frese consigliata dalla casa produttrice, la porzione di seno elevata è stata riempita con innesto di origine bovina (Bio-Oss Geistlich Pharma AG, Wolhusen, Svizzera) (1 ml). Al termine della procedura rigenerativa è stato inserito un impianto con inclinazione di 30°, l’impianto è stato stabilizzato mediante ingaggio della cresta alveolare residua in zona primo premolare e della corticale del recesso anteriore del seno mascellare (Figg. 3a-e).
La riabilitazione è avvenuta mediante inserimento di 4 o 6 impianti. Il numero di impianti è stato deciso in base alla quantità ossea disponibile, infatti sono stati posizionati 6 impianti se la distanza interimplantare disponibile era di almeno 3 mm.
Gli impianti sono stati posizionati 1 mm sottocrestali. I pazienti totalmente edentuli nel periodo di guarigione hanno indossato la propria protesi rimovibile adeguatamente ribasata.
La protesi definitiva prevedeva la costruzione di una barra fresata in titanio con rivestimento in resina avvitata agli impianti.
I parametri misurati nel presente studio sono:

  1. Il successo protesico è stato valutato in base alla possibilità di posizionare il restauro protesico programmato senza limitazioni della sua funzionalità anche se con la perdita di un impianto.
  2. La sopravvivenza implantare è stata valutata secondo i seguenti criteri (11): Nessuna evidenza di radiotrasparenza perimplantare, assenza di infezioni perimplantari acute o croniche, assenza di dolenzia, assenza di parestesia.
  3. Gli impianti sono stati classificati come successo se oltre ai criteri di sopravvivenza presentavano perdita ossea perimplantare minore di 1,5mm nel primo anno di carico funzionale e minore di 0,2mm/anno per gli anni successivi. Il rimodellamento osseo perimplantare è strato valutato radiograficamente utilizzando un software dedicato (Scion Image, Scion Corporation, Frederick, MD).
  4. Qualsiasi complicanza biologica a carico del seno mascellare o dei tessuti perimplantari è stata registrata.
  5. Qualsiasi complicanza meccanica come frattura delle viti di connessione, della struttura protesica o del rivestimento estetico sono state registrate.
  6. Per valutare la soddisfazione è stato fornito ai pazienti dopo 1 anno dal carico un questionario riguardante l’estetica, la funzione, la fonazione, la facilità di mantenimento igienico. Ogni domanda prevedeva una valutazione che andava da eccellente a scarso.


Risultati

Trentadue pazienti totalmente edentuli hanno ricevuto 190 impianti, con i due impianti terminali trans-sinusali. Tutti gli impianti trans-sinusali presentavano diametro 4mm, il 95,3% erano di 15 mm di lunghezza, mentre i restanti erano lunghi 13 mm. Undici dei pazienti inclusi erano fumatori: 9 leggeri fumatori (<10 sig/die) 2 forti fumatori (>10 sig/die). Sedici pazienti presentavano patologie sistemiche ben controllate dalla terapia farmacologica.
La sopravvivenza cumulativa è stata del 98,42%. Analizzando i fallimenti è stato possibile osservare che 3 impianti sono falliti prima del carico e che tutti gli impianti persi erano posizionati assialmente e non sono stati sostituiti eseguendo la finalizzazione protesica sui 5 impianti rimanenti. La perdita ossea media durante il primo anno è stata di 0,9±0,4 e 0,8±0,5 mm rispettivamente per impianti assiali e angolati. Non sono state riscontrate differenze significative nel rimodellamento osseo tra i due gruppi.
I risultati più significativi del questionario compilato dai pazienti dopo 1 anno di follow-up sono stati: L’estetica è stata giudicata eccellente dal 75% dei pazienti, nessun paziente ha giudicato l’estetica scarsa.
La funzione è stata giudicata eccellente dal 69,2% e buona dal 30,8%.La facilità di mantenimento igienico è stata considerata eccellente dal 35,7% buona dal 42,9% sufficiente dal 14,3% e scarsa dal 7,10% mentre la fonetica è stata considerata eccellente dal 70% dei pazienti, buona dal 15,7% e sufficiente dal 14,3%.
Tutti i pazienti hanno confermato un miglioramento della qualità della vita in seguito alla riabilitazione implanto-protesica. Le complicanze biologiche che sono state registrate sono: una perimplantite e tre casi di mucosite; nessun paziente ha sviluppato infezioni del seno mascellare.
Le complicanze protesiche si sono limitate allo svitamento della vite di connessione (17,5% dei casi) e chipping della componente estetica (30% dei casi); le complicanze protesiche sono state risolte senza la necessità di rimuovere la struttura e inviarla al laboratorio odontotecnico per la riparazione. Le complicanze protesiche rilevate non hanno determinato il fallimento protesico.

Discussione
Il razionale di questa tecnica chirurgica è sfruttare i vantaggi offerti dall’inserimento di impianti inclinati non solo sfruttando l’osso nativo, ma associando la lateralizzazione distale della membrana del seno mascellare. Molti studi hanno dimostrato che la densità ossea è un fattore determinante per il successo implantare12,13; la tecnica proposta ottiene la stabilità primaria ingaggiando 3 corticali: la corticale presente sulla cresta ossea residua, il pavimento del seno mascellare e la parete anteriore del seno mascellare.
È stato dimostrato che il carico funzionale viene esercitato a livello della porzione più coronale del corpo implantare e che, negli impianti inclinati, il carico viene maggiormente esercitato sulla superficie distale14. Nel presente studio la piattaforma implantare era completamente circondata dall’osso della cresta alveolare residua.
Sebbene non provato scientificamente, è ragionevole supporre che un deficit osseo a livello della porzione coronale del corpo implantare possa rappresentare una condizione sfavorente il successo implantare.
L’utilizzo di questa tecnica permette di posizionare l’impianto terminale più distalmente ricucendo il cantilever.
Nonostante il campione limitato la sintomatologia post-operatoria è apparsa molto ridotta.
Questo può essere dovuto alla minor invasività chirurgica rispetto a un intervento di rialzo di seno mascellare bilaterale.
L’analisi dei fallimenti di un precedente studio ha mostrato che la maggior parte degli impianti fallisce prima del carico protesico15. Tutti gli impianti in cui sono stati riscontrati fallimenti erano assiali, ma il campione ridotto non permette di trarre nessuna conclusione significativa.
Un recente studio clinico ha proposto una tecnica chirurgica simile con risultati a breve termine molto promettenti16.
L’utilizzo di impianti trans-sinusali può essere una valida alternativa terapeutica al rialzo di seno mascellare per i pazienti che presentano:

  1. Iperpneumatizzazione dei seni mascellari con osso crestale residuo inferiore a 4 mm in zona primo premolare.
  2. Necessità di inclinare l’impianto distale più di 45° per ottenere un adeguato A-P spread.
  3. Deiscenza ossea e riparazione con tessuto fibro-mucoso in area secondo premolare, primo molare.

Nonostante i risultati clinici soddisfacenti, ulteriori studi con campioni più ampi sono necessari per confermare questi dati.

 

Bibliografia
1. Adell R, Eriksson B, Lekholm U, et al: Long-term follow-up study of osseointegrated implants in the treatment of totally edentulous jaws. Int J Oral Maxillofac Implants 5:347, 1990.
2. Rossetti PH, Bonachela WC, Rossetti LM: Relevant anatomic and biomechanical studies for implant possibilities on the atrophic maxilla: Critical appraisal and literature review. J Prosthodont 19:449, 2010.
3. Khayat P, Nader N: The use of osseointegrated implants in the maxillary tuberosity. Pract Periodont Aesthet Dent 6:53, 1994. 

4. Venturelli A: A modified surgical protocol for placing implants in the maxillary tuberosity: Clinical results at 36 months after loading with fixed partial dentures. Int J Oral Maxillofac Implants 11: 743, 1996. 

5. Balshi TJ, Wolfinger GJ, Balshi SF II: Analysis of 356 pterygomaxillary implants in edentulous arches for fixed prosthesis anchorage. Int J Oral Maxillofac Implants 14:398, 1999. 

6. Ferrara ED, Stella JP: Restoration of the edentulous maxilla: The case for the zygomatic implants. J Oral Maxillofac Surg 62:1418, 2004.
7. Calandriello R, Tomatis M: Simplified treatment of the atrophic posterior maxilla via immediate/early function and tilted implants: A prospective 1-year clinical study. Clin Implant Dent Relat Res 7(suppl 1):S1, 2005.
8. Aparicio C, Perales P, Rangert B: Tilted implants as an alternative to maxillary sinus grafting: A clinical, radiologic, and periotest study. Clin Implant Dent Relat Res 3:39, 2001.
9. Del Fabbro M, Bellini CM, Romeo D. Tilted implants for the rehabilitation of edentulous jaws: A systematic review. Clin Impl Dent Rel Res 14:612, 2012.
10. Rickham PP: Human experimentation. Code of ethics of the World Medical Association. Declaration of Helsinki. Br Med J 2:177, 1964.
11. Albrektsson T, Zarb G, Worthington P, et al: The long-term efficacy of currently used dental implants: A review and proposed criteria of success. Int J Oral Maxillofac Implants 1:11, 1986.
12. Ay S, Gursoy UK, Erselcan T, et al: Assessment of mandibular bone mineral density in patients with type 2 diabetes mellitus. Dentomaxillofac Radiol 34:327, 2005.
13. Martin W, Lewis E, Nicol A:Local risk factors for implant therapy. Int J Oral Maxillofac Implants 24(suppl):28, 2009.
14. Bevilacqua M, Tealdo T, Pera F, et al: Three-dimensional finite element analysis of load transmission using different implant inclinations and cantilever lengths. Int J Prosthodont 21:539.
15. Testori T, Del Fabbro M, Capelli M, et al: Immediate occlusal loading and tilted implants for the rehabilitation of the atrophic edentulous maxilla: 1-Year interim results of a multicenter prospective study. Clin Oral Implants Res 19:227, 2008.
16. Jensen OT, Cottam J, Ringeman J, et al: Trans-sinus dental implants, bone morphogenetic protein 2, and immediate function for all-on-4 treatment of severe maxillary atrophy. J Oral Maxillo- fac Surg 70:141, 2012.

 

L’articolo è stato pubblicato su Implants Italian Edition, gennaio 2016

Riabilitazione implanto-protesica fissa di 12 elementi con un solo elemento in estensione distale.

Come e quando evitare il contenzioso tributario: riflessioni e aggiornamenti

La Legge di Stabilità 2015, contestualmente all’introduzione delle nuove ipotesi di ravvedimento operoso, ha riorganizzato e razionalizzato gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario1 abrogando l’adesione…

La Legge di Stabilità 2015, contestualmente all’introduzione delle nuove ipotesi di ravvedimento operoso, ha riorganizzato e razionalizzato gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario1 abrogando l’adesione agli inviti a comparire2, l’adesione ai processi verbali di constatazione3 e l’acquiescenza agli avvisi di accertamento e di liquidazione4 non preceduti da invito a comparire.
I nuovi tratti del ravvedimento operoso5, infatti, rendono l’istituto sovrapponibile alle predette forme di definizione per le quali è, pertanto, disposta l’abrogazione dal 1° gennaio 2016.
Cerchiamo di entrare più nel dettaglio: stiamo analizzando la situazione di un contribuente, sia esso persona fisica o persona giuridica, nei cui confronti sono iniziate delle operazioni di controllo e conseguentemente l’Amministrazione finanziaria ha già emesso degli atti: avvisi bonari, richiesta di documenti, invio di questionari, inviti a comparire, processi verbali di constatazione. In questa situazione, fino al 31/12/2014 il contribuente non poteva accedere al ravvedimento operoso perché la regolarizzazione spontanea prevedeva, come condizione necessaria, che la violazione non fosse già stata contestata, non fossero iniziati accessi, ispezioni e verifiche e non fossero iniziate altre attività amministrative di accertamento (notifica di inviti a comparire, richiesta di esibizione di documenti, invio di questionario, ecc.). Entro tale termine, nel caso in cui si volesse evitare il contenzioso tributario si potevano utilizzare i seguenti strumenti deflattivi in fase di abrogazione.

 

Leggi l’articolo completo nella sezione CLINICAL > PRACTICE MANAGEMENT

February 15, 2016 6:34 am
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Clinical MastersTM Program
in Advanced Implant Esthetics

Live surgery and hands-on with the masters in their own institutes plus online mentoring and on-demand learning at your own pace and location. Como: 14 – 17 July, Barcelona: 8 – 10 September, Heidelberg: 12 – 15 Octobera total of 11 days on location + online learning

March 2, 2016 | News Americas
Open event on TribuneCME.com
NEW BRUNSWICK, N.J., & PHILADELPHIA, USA: According to the Centers for Disease Control and Prevention, 2.3 million Americans smoke tobacco from pipes, many of whom smoke water pipes, believing it is less harmful than cigarettes.NEW BRUNSWICK, N.J., & PHILADELPHIA, USA: According to the Centers for Disease Control and Prevention, 2.3 million Americans smoke tobacco from pipes, many of whom smoke water pipes, believing it is less harmful than cigarettes.NEW BRUNSWICK, N.J., & PHILADELPHIA, USA: According to the Centers for Disease Control and Prevention, 2.3 million Americans smoke tobacco from pipes, many of whom smoke water pipes, believing it is less harmful than cigarettes.NEW BRUNSWICK, N.J., & PHILADELPHIA, USA: According to the Centers for Disease Control and Prevention, 2.3 million Americans smoke tobacco from pipes, many of whom smoke water pipes, believing it is less harmful than cigarettes.NEW BRUNSWICK, N.J., & PHILADELPHIA, USA: According to the Centers for Disease Control and Prevention, 2.3 million Americans smoke tobacco from pipes, many of whom smoke water pipes, believing it is less harmful than cigarettes.NEW BRUNSWICK, N.J., & PHILADELPHIA, USA: According to the Centers for Disease Control and Prevention, 2.3 million Americans smoke tobacco from pipes, many of whom smoke water pipes, believing it is less harmful than cigarettes.

Una persona su tre diventa nervosa quando deve andare dal dentista

«Nonostante i notevoli progressi nella cura preventiva e nella tecnologia, per rendere l’odontoiatria più semplice e comoda che mai, i pazienti hanno ancora paura delle…

«Nonostante i notevoli progressi nella cura preventiva e nella tecnologia, per rendere l’odontoiatria più semplice e comoda che mai, i pazienti hanno ancora paura delle visite» dice il presidente e fondatore dell’Opt-In Dental Advantage, Dean Mersky. «Noi come dentisti abbiamo la responsabilità di colmare il divario tra verità e apparenza creando un clima di fiducia tra dentista e paziente. Ecco perché ‒ dice ‒ l’Opt-In sta lanciando una campagna di educazione dentale, incentrata sul venir meno della paura attraverso la condivisione di informazioni gratuite ed accessibili su tutto, dal modo di come operano le assicurazioni a cosa chiedere al dentista ad ogni check-up».

L’indagine svolta tra oltre 2.000 adulti, ha anche rivelato che i pazienti più anziani tendono ad avere una visione più negativa delle visite rispetto ai più giovani. Inoltre, quasi uno su cinque intervistati non ha coscienza della propria salute dentale. «Vogliamo affrontare le cause che impediscono ai pazienti di sentirsi a proprio agio nel loro rapporto col dentista ‒ spiega Mersky ‒. La condivisione delle informazioni circa i pro e contro della salute orale, favoriranno tale comunicazione rendendo il rapporto tra paziente e dentista come dovrebbe essere. È ora di superare l’ansia della visita odontoiatrica costruendo un rapporto fiduciario». Per favorire la consapevolezza del paziente tramite migliori informazioni odontoiatriche il materiale di Speaking The Tooth è disponibile sul sito Opt-In, www.optindentaladvantage.com/blog.

Opt-In Dental Advantage è un’organizzazione privata dedicata al sostegno del paziente. Fondata nel 2014 da Dean Mersky, veterano del settore con oltre 25 anni di esperienza pratica di odontoiatria. Opt-In fornisce ai pazienti strumenti e conoscenze necessarie per comunicare efficacemente con il dentista. Con oltre 60.000 pazienti raggiunti ogni anno, Opt-In offre anche accesso ad studi privati d’eccellenza in una trentina di Stati negli Usa.

Secondo un recente sondaggio quasi la metà di tutti i pazienti considera la visita dal dentista un “male necessario”. (Photo: Pierre Drap, freeimages.com)

February 23, 2016 11:06 am
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Dubai Clinical MastersTM Program
in Esthetic and Restorative Dentistry

Dubai: 31 March – 2 April, Dubai: TBAa total of 7 days on location + online learning

March 2, 2016 | News Americas
Open event on TribuneCME.com
NEW BRUNSWICK, N.J., & PHILADELPHIA, USA: According to the Centers for Disease Control and Prevention, 2.3 million Americans smoke tobacco from pipes, many of whom smoke water pipes, believing it is less harmful than cigarettes.NEW BRUNSWICK, N.J., & PHILADELPHIA, USA: According to the Centers for Disease Control and Prevention, 2.3 million Americans smoke tobacco from pipes, many of whom smoke water pipes, believing it is less harmful than cigarettes.NEW BRUNSWICK, N.J., & PHILADELPHIA, USA: According to the Centers for Disease Control and Prevention, 2.3 million Americans smoke tobacco from pipes, many of whom smoke water pipes, believing it is less harmful than cigarettes.NEW BRUNSWICK, N.J., & PHILADELPHIA, USA: According to the Centers for Disease Control and Prevention, 2.3 million Americans smoke tobacco from pipes, many of whom smoke water pipes, believing it is less harmful than cigarettes.NEW BRUNSWICK, N.J., & PHILADELPHIA, USA: According to the Centers for Disease Control and Prevention, 2.3 million Americans smoke tobacco from pipes, many of whom smoke water pipes, believing it is less harmful than cigarettes.NEW BRUNSWICK, N.J., & PHILADELPHIA, USA: According to the Centers for Disease Control and Prevention, 2.3 million Americans smoke tobacco from pipes, many of whom smoke water pipes, believing it is less harmful than cigarettes.

Cefalometria Radiation Free possibile e auspicabile alternativa diagnostica?

Il secondo aspetto riguarda l’effetto di magnificazione e/o di distorsione legato alla tipologia di acquisizione radiografica; e si sottolinea come la posizione della testa al…

Il secondo aspetto riguarda l’effetto di magnificazione e/o di distorsione legato alla tipologia di acquisizione radiografica; e si sottolinea come la posizione della testa al momento della presa della radiografia può alterare il dato cefalometrico.
Per far fronte a questi limiti della cefalometria eseguita su radiografie analogiche digitali, è partito ormai da qualche anno un trend particolare3: la CBCT (tomografia computerizzata cone beam) fornisce una serie di DICOM nei tre piani dello spazio assiale sagittale e coronale.
Queste scansioni sono elaborabili con software di imaging che attraverso il processo di RAY-SUM o MIP sono in grado di scegliere le scansioni più idonee per ottenere una visione bidimensionale del cranio sulla quale eseguire tracciati cefalometrici tradizionali. Il carico radiogeno di una teleradiografia è di 30 microsievert circa5.
La CBCT è una apparecchiatura che sfrutta radiazioni ionizzanti per catturare immagini, come fa ogni tipologia di macchinario radiografico: la dose radiogena, che varia in base alla diminuzione dei kVp e mA mantenendo il tempo di esposizione fisso, è di una quota minima dai 20 microsievert ai 90 microsievert in relazione del macchinario6.
Considerando che l’obbiettivo è eseguire una analisi 2D, l’uso di scansioni 3D ai fini puramente cefalometrici non rispetta il principio ALARA (as low as reasonably achievable).
L’interazione dei raggi X con i tessuti viventi provoca la ionizzazione degli atomi con la conseguente formazione di radicali liberi che reagendo con le molecole della membrana cellulare ne modificano la struttura biochimica.
Sono infatti maggiormente suscettibili i tessuti a turn-over cellulare più rapido e intenso come le cellule del sangue e del sistema linfatico, la tiroide, il timo e il cristallino.
Questo è il motivo per il quale deve essere limitato l’uso di fonti radiogene nei soggetti in crescita.
Qualora invece l’obbiettivo della scansione 3D è lo sviluppo di una diagnostica più accurata che sfrutti il potenziale della visione tridimensionale e la ricostruzione volumetrica dei tessuti, come è richiesto in ortodonzia in presenza di elementi sovranumerari, inclusi, gravi disgnazie scheletriche o esiti di fratture condilari o maxillo-facciali, si può considerare corretta la prescrizione di una CBCT4.

Per anni studi come quelli di Bittener e Pancherz1 hanno sostenuto come non vi fosse una stretta correlazione fra strutture maxillo-facciali e morfometria dei tessuti del volto.
La grande rivoluzione è stata posta da Arnett2 che ha sottolineato come una diagnosi effettuata solamente avvalendosi della cefalometria, che fornisce informazioni sui rapporti scheletrici verticali e sagittali, non è sufficiente, perché dalla analisi dei tessuti molli scaturiscono le indicazioni sugli obbiettivi del trattamento ortodontico.
Arnett ha evidenziato la correlazione fra tessuti molli e occlusione e fra supporto scheletrico, proiezione spaziale del viso e fattore estetico.
Se è pur vero che ogni popolazione, etnia o mix di geni delle più disparate origini dà vita a volti con innumerevoli espressioni e gradi di armonia e bellezza, è pur vero che l’ortodontista che deve valutare la anomalia nel pattern di crescita maxillo-mandibolare sa riconoscere dove il rapporto scheletrico volge verso l’armonia o se è presente un segno di eccesso o difetto di sviluppo in senso verticale o sagittale.
Le arcate dentarie non faranno altro che adattarsi alle strutture ossee che hanno a disposizione, sviluppando i quadri di I, II e III classe di Angle con tutte le varianti possibili che genetica, sviluppo e ambiente (fattori esterni) creano nell’individuo8-9.
Il volto piccolo o grande, lungo o corto, convesso o concavo, protruso o arretrato si sviluppa dagli 0 ai 25 anni secondo la morfologia facciale per la quale è stato costruito.
È perciò corretto che l’ortodontista si faccia guidare nelle sue scelte terapeutiche dalla ricerca di sviluppare armonia fra le basi scheletriche, ai fini di ottenere armonia dei rapporti estetici del viso.
Ma l’ortodontista non è un artista, ha bisogno di dati, di valori norma di riferimento, di linee guida che lo aiutino nelle scelte diagnostiche.
Alla luce di queste brevi considerazioni gli autori vogliono proporre un approccio diagnostico del soggetto in crescita a partire dalla valutazione dei tessuti molli.
Abbiamo denominato questo protocollo diagnosi Cefalometrica Radiation Free (CRF).

Materiali e metodi
La diagnostica Cefalometrica Radiation Free (CRF) si avvale del seguente protocollo di esami strumentali:
– modelli studio delle arcate dentarie virtuali, ottenuti mediante scannerizzazione intraoral. La visualizzazione e il set-up intraorale si esegue tramite l’uso di software dedicati (Nemocast, by Nemoceph Madrid);
– immagini tridimensionali del viso ottenute mediante laser scanner o stereofotogrammetria 3D. L’immagine viene convertita in un file STL (Standard Triangulation Language);
– software di imaging dedicato (Delta-Dent OutsideFormat, Milano) con il quale viene eseguito il tracciato per l’analisi dei tessuti molli secondo il protocollo TFA7 (Total Face Approach), più un modulo per la valutazione della previsione di crescita.
L’analisi è di tipo multiplanare7 e si serve di piani di costruzione vincolati a un sistema cartesiano di riferimento esterno alla superficie acquisita, così da evitare qualsiasi alterazione dovuta ad asimmetrie o errori in fase di acquisizione del paziente. Ciò è di fondamentale importanza perché rende l’analisi ripetibile, potendo sovrapporre scansioni eseguite a distanza di tempo in maniera più efficace.
Il sistema cartesiano di riferimento si crea una volta stabilita la posizione naturale vera del soggetto (sguardo rivolto verso l’orizzonte, parallelo al pavimento). Una volta trovato, il soggetto viene bloccato in tale posizione, così da ottenere il sistema di riferimento (Fig. 1).
Per aumentare l’accuratezza nelle misurazioni, prima di eseguire la scansione vengono applicati degli sticker di dimensione nota nei punti di più difficile identificazione previa palpazione: Glabella, Gonion molle e Gnathion molle.
Le misurazioni eseguite sono di tipo lineare tra un punto e un piano, mentre gli angoli sono calcolati tra piani.
Questa analisi prevede lo studio di:
– dimensioni verticali: analisi verticale del medio e terzo inferiore del viso (Fig. 2);
– dimensioni sagittali:
• maxillare, analisi dell’angolo naso-labiale;
• mandibolare: analisi della distanza Pogonion molle-TVP (True Vertical Plane) e profondità del sottogola (Fig. 3);
– previsione di crescita maxillo-mandibolare:
si creano 3 piani di costruzione:
• piano inter-tragoniale (Tg medio-Go medio);
• piano trasversale (N molle-Go medio);
• piano mandibolare (Go medio-Gn);
vengono calcolate 2 misure angolari:
• angolo di previsione superiore (Superior Growth Pattern);
• angolo di previsione inferiore (Lower Growth Pattern) (Figg. 4a-4b).
La scansione diagnostica iniziale consente un inquadramento nosologico del paziente in corso di crescita:
– i valori di dimensione verticale danno una indicazione se il soggetto è normoverti-bite, short o long face7;
– i valori dell’angolo naso-labiale e della proiezione maxillo-mandibolare forniscono indicazioni se sia presente un problema di crescita alterata in senso sagittale rispetto a un piano di riferimento TVP7.
La possibilità di eseguire più scansioni durante l’iter terapeutico permette al clinico un controllo della vettorialità di crescita.
La possibilità di eseguire sovrapposizioni consente di effettuare studi sulla previsione di crescita analizzata a livello dei tessuti molli.

Conclusioni
L’analisi Cefalometrica Radiation Free può rappresentare una valida alternativa in campo diagnostico ortodontico, perché dà al clinico la possibilità di monitorare la crescita cranio-facciale dei propri pazienti in modo sistematico con un costo biologico pari a zero, proprio perché non utilizza fonti radiogene ionizzanti10.
È uno strumento utile per una miglior comunicazione medico-paziente, per far comprendere meglio il piano di trattamento.
La semplicità della metodica permette un suo utilizzo praticamente immediato con una curva di apprendimento rapida.
La scansione, non avendo costi biologici, può essere eseguita in qualsiasi momento per valutare inoltre l’andamento del trattamento sovrapponendo le scansioni iniziali con quelle successive.
Una diagnostica di routine che preveda scansioni intra- ed extra-orali si avvarrà di una ortopantomografia delle arcate dentarie, qualora si sospettino anomalie della permuta dentaria.
Questo esame può essere prescritto intorno agli 8/9 anni.
L’ortopantomografia viene richiesta ripetutamente nel corso della vita di un paziente odontoiatrico perché resta ancora, secondo il principio ALARA, l’esame di routine che può fornire un numero di informazioni utili ai fini diagnostici.

 

Bibliografia
1. Bittner C, Pancherz H. Facial morphology and malocclusions. Am J Orthod Dentofacial Orthop 1990; 97:308-315.
2. Arnett GW, Gunson MJ. Esthetic treatment planning for orthognathic surgery. J Clin Orthod 44:196-200.
3. Bogdanich W, McGinty JC. Radiation Worries for Children in Dentist’s Chairs. The New York Times, Nov. 22, 2010.
4. Perrotti G, Politi M, Weinstein RL. Indicazioni per un uso consapevole della CBCT in Odontoiatria. Dentista Moderno 2015; 1:44-52.
5. Compagnone G., Angelini P., Pagan L., Monitoring of the Medical Radiological Exposures of the Population of the Emilia-Romagna Region, Radiol Med 2006;111:469-480.
6. Ludlow JB, Ivanovic M. Comparative dosimetry of dental CBCT devices and 64-slice CT for oral and maxillofacial radiology. Oral Surg Oral Med Oral Pathol Oral Radiol Endod 2008;106:106-14.
7. Perrotti G, Testori T, Nowakowska JK, Del Fabbro M, Weinstein RL. Measurement comparison be tween data obtained with 3-D reconstruction from CT and cephalometric radiogram and direct anthropometry and 2D norms. It J Maxillofac Surg 2014; 25:1-15.
8. Björk A. Variations in the growth pattern of the human mandible, longitudinal radiographic study by the implant method. J Dent Res 1963; 42:400-411.
9. Enlow DH. The Human Face, Hoeber Med Division, Harper & Row Inc, 1968.
10. Face-Scan: utilizzo clinico della scansione facciale in ambito diagnostico, terapeutico riabilitativo-implantare e ortodontico. QI&JOMI 2014;3:80-83

 

L’articolo è stato pubblicato su Ortho Tribune Italian Edition, marzo 2016.

Sistema cartesiano di riferimento: sono evidenziati i piani di riferimento grazi ai quali verranno creati quelli di costruzione.

Sabato 13 febbraio organizzata a Pescara una tavola rotonda sulle prospettive future degli istituti professionali per odontotecnici

L’incontro ha raccolto attorno ad un tavolo aziende, scuola, odontotecnici ed odontoiatri con l’obiettivo di discutere dei programmi delle scuole per odontotecnici e di come,…

L’incontro ha raccolto attorno ad un tavolo aziende, scuola, odontotecnici ed odontoiatri con l’obiettivo di discutere dei programmi delle scuole per odontotecnici e di come, con la collaborazione di tutti, si possa rendere moderna ed al passo con le nuove tecnologie. I nuovi programmi, l’alternanza scuola lavoro e l’esigenza di formare odontotecnici preparati ad un mondo del lavoro sempre più digitale, obbligano tutte le parti a confrontarsi. Sono nate proposte interessanti che verranno discusse e definite in un secondo incontro che sarà organizzato in tempi molto brevi. Un ulteriore incontro verrà programmato a Montesilvano a settembre durante il Congresso Nazionale Antlo. L’obiettivo non può che essere il coinvolgimento di un maggiore numero di scuole, aziende, odontotecnici, odontoiatri, genitori e studenti degli istituti professionali per odontotecnici. Solo se si riusciranno a coinvolgere tutti si potranno ottenere grandi risultati.

Per avere maggiori informazioni: Mario Colasuonno ‒ colasuonno.mc@gmail.com

Alcuni dei partecipanti alla tavola rotonda.

February 16, 2016 8:47 am
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Come e quando evitare il contenzioso tributario: riflessioni e aggiornamenti

La Legge di Stabilità 2015, contestualmente all’introduzione delle nuove ipotesi di ravvedimento operoso, ha riorganizzato e razionalizzato gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario1 abrogando l’adesione…

La Legge di Stabilità 2015, contestualmente all’introduzione delle nuove ipotesi di ravvedimento operoso, ha riorganizzato e razionalizzato gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario1 abrogando l’adesione agli inviti a comparire2, l’adesione ai processi verbali di constatazione3 e l’acquiescenza agli avvisi di accertamento e di liquidazione4 non preceduti da invito a comparire.
I nuovi tratti del ravvedimento operoso5, infatti, rendono l’istituto sovrapponibile alle predette forme di definizione per le quali è, pertanto, disposta l’abrogazione dal 1° gennaio 2016.
Cerchiamo di entrare più nel dettaglio: stiamo analizzando la situazione di un contribuente, sia esso persona fisica o persona giuridica, nei cui confronti sono iniziate delle operazioni di controllo e conseguentemente l’Amministrazione finanziaria ha già emesso degli atti: avvisi bonari, richiesta di documenti, invio di questionari, inviti a comparire, processi verbali di constatazione. In questa situazione, fino al 31/12/2014 il contribuente non poteva accedere al ravvedimento operoso perché la regolarizzazione spontanea prevedeva, come condizione necessaria, che la violazione non fosse già stata contestata, non fossero iniziati accessi, ispezioni e verifiche e non fossero iniziate altre attività amministrative di accertamento (notifica di inviti a comparire, richiesta di esibizione di documenti, invio di questionario, ecc.). Entro tale termine, nel caso in cui si volesse evitare il contenzioso tributario si potevano utilizzare i seguenti strumenti deflattivi in fase di abrogazione.

  • La comunicazione dell’adesione ai processi verbali di constatazione e ai contenuti degli inviti al contraddittorio. Il contribuente poteva prestare adesione ai processi verbali di constatazione in materia di imposte sui redditi e di IVA, che consentono l’emissione di accertamenti parziali (articolo 41bis del Dpr n. 600/1973 e articolo 54, comma quarto, Dpr n. 633/1972). L’adesione poteva riguardare esclusivamente il contenuto integrale del processo verbale di constatazione. Doveva avvenire entro i 30 giorni successivi alla data di consegna del verbale tramite una comunicazione al competente ufficio dell’Agenzia delle Entrate e all’organo che lo aveva redatto. L’adesione ai processi verbali di constatazione comportava l’applicazione di sanzioni ridotte nella misura di un sesto del minimo previsto dalla legge.
  • L’adesione all’invito al contraddittorio. Un altro istituto deflattivo del contenzioso è «la definizione dell’accertamento mediante adesione ai contenuti dell’invito al contraddittorio». Introdotto dal decreto legge 185 del 2008, si applicava agli inviti al contraddittorio che riguardano sia le imposte dirette sia quelle indirette (IVA, imposta di registro, sulle successioni, sulle donazioni, ecc.). In sostanza, il contribuente che accettava i contenuti di un invito al contraddittorio (o invito a comparire), in cui sono indicati la pretesa fiscale e i motivi che l’hanno determinata, otteneva lo stesso regime agevolato, in tema di sanzioni, previsto per l’adesione ai processi verbali di constatazione. La definizione si realizzava con l’acquisizione dell’assenso del contribuente e il pagamento delle somme dovute, entro il quindicesimo giorno antecedente la data fissata per la comparizione.


Versamento delle somme dovute
Il versamento delle somme dovute poteva essere effettuato, a seconda del tipo di imposta, tramite i modelli di versamento F24 o F23.
Il contribuente poteva scegliere di effettuare il pagamento:

  • in unica soluzione;
  • in forma rateale in un massimo di 8 rate trimestrali di uguale importo (12 rate trimestrali se le somme dovute superano 51.645,69 euro).

La legge di Stabilità 2015 ha voluto rivedere questo impianto normativo allungando i termini del ravvedimento operoso ed eliminandone le cause di preclusione6. Il ravvedimento è consentito a tutti i contribuenti, limitatamente ai tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate7. A tale fine, si fa presente che, tra i tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate, rientrano anche l’imposta regionale sulle attività produttive (IRAP) e le addizionali regionale e comunale all’IRPEF. Esso è inutilizzabile solo dal momento della notifica degli atti di liquidazione e accertamento5 (comprese le comunicazioni da controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni).
Così trasformato l’istituto del ravvedimento non si limita più a premiare il comportamento virtuoso del contribuente, ma diventa il mezzo per il raggiungimento di una nuova forma di cooperazione tra contribuente e Amministrazione finanziaria («compliance»8) incentrata su strumenti volti a incentivare sempre più l’adempimento spontaneo. Perché il legislatore ha voluto incentivare la regolarizzazione spontanea anche a rischio di far apparire il nuovo ravvedimento come un “condono permanente”? La risposta è semplice: l’esecuzione forzata dell’obbligazione tributaria è diventata troppo onerosa, troppo dilazionata nel tempo, con esiti non soddisfacenti. Il nuovo ravvedimento permette:

  1. di regolarizzare anche violazioni già contestate, anche processi verbali di constatazione già notificati con l’applicazione di una sanzione pari a 1/5 del minimo;
  2. di regolarizzare selettivamente solo alcune violazioni, per esempio quelle meno difendibili, e non altre che potrebbero essere meglio negoziate successivamente alla notifica dell’avviso di accertamento durante la fase dell’accertamento con adesione o della mediazione o del contenzioso;
  3. di regolarizzare le violazioni contestate aventi rilevanza penale; finora, l’accesso al ravvedimento operoso ha consentito di ottenere i benefici previsti dall’art. 13, D.lgs. 74/2000 ossia la riduzione della pena di 1/3 nonché la sterilizzazione delle pene accessorie ma secondo lo “Schema di decreto legislativo recante disposizioni sulla certezza del diritto nei rapporti tra fisco e contribuente”, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 24 dicembre 2014, ora in attesa del parere delle Commissioni parlamentari (termine prorogato al 26 giugno 2015), che prevede, tra l’altro, la modifica dell’art. 13 del D.lgs. 74/2000, il pagamento del debito tributario, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento di primo grado, anche mediante le procedure conciliative, come il ravvedimento operoso, porterà: a) all’estinzione dei reati di (i) infedele dichiarazione; (ii) omessa dichiarazione; (iii) omesso versamento IVA e (iv) omesso versamento ritenute; b) alla diminuzione fino alla metà della pena applicata per gli altri delitti nelle linee guida di riforma del sistema penal-tributario è previsto che il pagamento del tributo e delle sanzioni (anche attraverso il ravvedimento) determini la estinzione del reato. Inoltre, secondo la giurisprudenza penale più recente, il ravvedimento del contribuente inibisce il sequestro preventivo e la confisca per equivalente;
  4. di allungare i termini del ravvedimento nei casi in cui la violazione non è ancora stata contestata.

Non permette:

  1. il pagamento dilazionato, prevedendo il contestuale e integrale pagamento del tributo, della sanzione e degli interessi; anche se, seppure precluso in astratto, l’Agenzia delle Entrate ha infine ammesso la validità del ravvedimento eseguito in forma frazionata, benché «il limite all’effettuazione di tali ravvedimenti scaglionati è rappresentato dall’intervento di controlli fiscali nei confronti del contribuente ovvero dallo scadere del termine per il ravvedimento; in tali circostanze, l’omesso versamento della parte di debito che residua non può beneficiare delle riduzioni delle sanzioni previste dal citato articolo 13 che, invece, andranno irrogate dagli Uffici, secondo le regole ordinarie» (cfr. Risoluzione 67/E del 23 giugno 2011). Ai fini del perfezionamento del ravvedimento parziale, è necessario che siano corrisposti interessi e sanzioni commisurati alla frazione del debito d’imposta versato;
  2. l’applicazione del cumulo giuridico delle sanzioni; ossia di quella modalità di calcolo delle sanzioni nei casi in cui le violazioni interessino più annualità o più tributi e risulti più favorevole al contribuente della somma delle sanzioni previste per le singole violazioni.

Infine il ravvedimento non preclude l’inizio o la prosecuzione di accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo e accertamento (art. 13, comma 1quater, D.lgs. 472/1997) e in ogni caso comporta la ripartenza dei termini di accertamento, limitatamente agli elementi oggetto di variazione/integrazione.
Oltre a questo nuovo aspetto dell’istituto, che diventa anche uno strumento deflattivo del contenzioso tributario, il “ravvedimento” (art. 13 del D.lgs n. 472 del 1997) continua a essere il mezzo attraverso il quale è possibile regolarizzare versamenti di imposte omessi o insufficienti e altre irregolarità fiscali, beneficiando della riduzione delle sanzioni. Di seguito si riporta una tabella esplicativa delle violazioni e della relativa sanzione con le novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2015.
Ma in che modo possiamo comportarci quando invece ci è stato notificato un avviso di accertamento o di liquidazione? In questo caso non possiamo più azionare il ravvedimento operoso, ma il legislatore, negli anni, ha messo a disposizione altri strumenti per evitare il contenzioso. Il primo e forse il più agevole è l’autotutela, che consiste nel potere dell’Amministrazione finanziaria di annullare o revocare propri precedenti atti sulla base di una valutazione di opportunità che essa stessa è chiamata a compiere.
Il contribuente deve inoltrare a mezzo raccomandata, con ricevuta di ritorno, all’ufficio che ha emanato l’atto una semplice domanda in carta libera contenente un’esposizione sintetica dei fatti e corredata dalla documentazione idonea a dimostrare le tesi sostenute.
Nella domanda occorre riportare:

  • l’atto di cui si chiede l’annullamento;
  •  i motivi che fanno ritenere tale atto illegittimo e, di conseguenza, annullabile in tutto o in parte.

I casi più frequenti di autotutela si hanno quando l’illegittimità deriva da:

  • errore di persona;
  • evidente errore logico o di calcolo;
  • errore sul presupposto dell’imposta;
  • doppia imposizione;
  • mancata considerazione di pagamenti regolarmente eseguiti;
  • mancanza di documentazione successivamente presentata (non oltre i termini di decadenza);
  • sussistenza dei requisiti per fruire di deduzioni, detrazioni o regimi agevolativi, precedentemente negati;
  • – errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall’Amministrazione.

L’annullamento dell’atto illegittimo può essere effettuato anche se:

  • il giudizio è ancora pendente;
  • l’atto è divenuto ormai definitivo per decorso dei termini per ricorrere;
  • il contribuente ha presentato ricorso e questo è stato respinto per motivi formali (inammissibilità, improcedibilità, irricevibilità) con sentenza passata in giudicato.

L’annullamento dell’atto illegittimo comporta automaticamente l’annullamento degli atti ad esso consequenziali (ad esempio, il ritiro di un avviso di accertamento infondato comporta l’annullamento della conseguente iscrizione a ruolo e delle relative cartelle di pagamento) e l’obbligo di restituzione delle somme riscosse sulla base degli atti annullati.
Poiché l’autotutela è per l’Amministrazione una facoltà discrezionale, la presentazione di un’istanza non sospende i termini per la presentazione del ricorso al giudice tributario. Pertanto, è necessario prestare attenzione a non far trascorrere inutilmente tali termini.
L’accertamento con adesione è un procedimento un po’ più complesso. Questo istituto è disciplinato dagli art. 5, 6 e 12 D.lgs. n. 218/1997 e consente al contribuente di definire le imposte dovute ed evitare, in tal modo, l’insorgere di una lite tributaria. Si tratta, sostanzialmente, di un “accordo” tra contribuente e ufficio che può essere raggiunto sia prima dell’emissione di un avviso di accertamento, quando per esempio è stato notificato un processo verbale di constatazione, sia dopo, sempre che il contribuente non presenti ricorso davanti al giudice tributario. La procedura riguarda tutte le più importanti imposte dirette e indirette e può essere attivata tanto dal contribuente quanto dall’ufficio dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione territoriale il contribuente ha il domicilio fiscale. Normalmente è il contribuente che si attiva. Egli può avviare la procedura presentando una domanda in carta libera in cui chiede all’ufficio di formulargli una proposta di accertamento per un’eventuale definizione. La domanda di adesione, corredata di tutte le informazioni anagrafiche e di ogni possibile recapito anche telefonico, deve essere presentata – prima dell’impugnazione dell’avviso di accertamento innanzi alla Commissione tributaria provinciale – all’ufficio che lo ha emesso entro 60 giorni dalla notifica dell’atto mediante consegna diretta o a mezzo posta, sempre raccomandata con avviso di ricevimento. Nel caso di invio dell’istanza per posta ordinaria vale la data di arrivo all’ufficio, mentre vale la data di spedizione se inviata mediante plico raccomandato senza busta con avviso di ricevimento. Entro 15 giorni dal ricevimento della domanda, l’ufficio formula al contribuente, anche telefonicamente, l’invito a comparire. Il raggiungimento o meno dell’accordo avviene in contraddittorio e può richiedere più incontri successivi, per la partecipazione ai quali il contribuente può farsi rappresentare o assistere da un procuratore. Se le parti raggiungono un accordo, i contenuti dello stesso vengono riportati su un atto di adesione che va sottoscritto da entrambe le parti. L’intera procedura si perfeziona soltanto con il pagamento delle somme risultanti dall’accordo stesso. Solo così, infatti, si può ritenere definito il rapporto tributario.
Versamento delle somme dovute
Il versamento delle somme dovute può essere effettuato, a seconda del tipo di imposta, tramite i modelli di versamento F24 o F23.
Il contribuente può scegliere di effettuare il pagamento:

  • in unica soluzione, entro i 20 giorni successivi alla redazione dell’atto;
  • in forma rateale in un massimo di 8 rate trimestrali di uguale importo (12 rate trimestrali se le somme dovute superano 51.645,69 euro), delle quali la prima da versare entro il termine di 20 giorni dalla redazione dell’atto.

Questo istituto, offre degli indubbi vantaggi, dà al contribuente la possibilità di ridefinire la pretesa tributaria attraverso un contradditorio e se il procedimento si conclude positivamente, le sanzioni vengono ridotte a un terzo del minimo. Ancora più vantaggioso può essere l’abbinamento di questo istituto con il nuovo ravvedimento operoso. Per esempio in caso di notifica di un processo verbale di constatazione i contribuente potrebbe utilizzare il ravvedimento per le violazioni che sono meno difendibili poi, attendere la notifica dell’avviso di accertamento per ridefinire la rimanente pretesa tributaria attraverso l’accertamento con adesione. Se non si raggiunge un accordo, il contribuente può sempre presentare ricorso al giudice tributario contro l’atto già emesso (o che sarà in seguito emesso) dall’ufficio. La domanda di accertamento con adesione sospende i termini per 90 giorni, portando la scadenza per la presentazione del ricorso da 60 a 150 giorni.

Note:
1. Gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario sono l’insieme dei provvedimenti che il legislatore ha adottato, nel corso degli ultimi anni, per diminuire il ricorso dei contribuenti al processo tributario per la definizione di una pretesa erariale.
2. L’invito a comparire è l’atto attraverso il quale l’Amministrazione finanziaria invita il contribuente a presentarsi presso gli uffici finanziari per discutere una pretesa tributaria.
3. Il processo verbale di constatazione è l’atto con cui si conclude l’attività di controllo svolta dagli uffici dell’Agenzia o dalla Guardia di finanza presso il domicilio fiscale del contribuente e in cui sono indicate le eventuali violazioni rilevate e i relativi addebiti
4. Gli avvisi di liquidazione e di accertamento sono gli avvisi, attraverso i quali, l’Amministrazione finanziaria richiede al contribuente il pagamento di imposte (avviso di liquidazione) o di maggiori imposte (avviso di accertamento) e fissa i termini entro cui adempiere.
5. Il ravvedimento operoso è lo strumento attraverso il quale un contribuente può regolarizzare versamenti di imposte omessi o insufficienti e altre irregolarità fiscali, in modo spontaneo, beneficiando di una riduzione delle sanzioni.
6. Le cause di preclusione al ravvedimento operoso sono le condizioni che fino al 31/12/2014 ne impedivano l’utilizzo da parte del contribuente, in particolare il contribuente non poteva più effettuare la regolarizzazione spontanea dal momento in cui erano iniziati i controlli dell’Amministrazione finanziaria o gli accessi della Guardia di Finanza.
7. I tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate sono: IRPEF, addizionali regionali IRPEF, addizionali comunali IRPEF, IRES, IRAP, IVA.
8. Compliance: l’insieme dei provvedimenti posti in atto dal legislatore per favorire l’adempimento dell’obbligazione tributaria.

Bibliografia:
1. Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Roma. Il nuovo ravvedimento operoso e riflessi sull’accertamento e sugli strumenti deflattivi del contenzioso tributario. Atti del Convegno 18 marzo 2015.
2. Batalocco P., Colasanti A, Gli istituti deflattivi del contenzioso tributario, justice.luiss.it 2014.
3. Fonti normative: Circolare n. 23/E del 09/06/2015; Art. 13 del D.lgs. n. 472 del 1997; DM 11/2/1997 n. 37; D.Lgs. 19/06/1997 n. 218.

 

L’articolo è stato pubblicato su Dental Trobune Italian Edition, gennaio 2016

February 15, 2016 9:23 am
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Open your Smile presented by Invisalign: il sorriso nasce dalla bellezza della propria consapevolezza

In ogni momento della nostra vita dobbiamo essere pronti a sorridere, soprattutto quando stiamo per affrontare qualcosa di nuovo. Le “prime volte”, infatti, non appartengono…

In ogni momento della nostra vita dobbiamo essere pronti a sorridere, soprattutto quando stiamo per affrontare qualcosa di nuovo. Le “prime volte”, infatti, non appartengono solo agli inizi dell’esistenza, ma si riferiscono a tutte le scoperte e sfide che ci attendono: un appuntamento, un esame universitario, un discorso in pubblico, un colloquio di lavoro, ma anche la maternità o i cambiamenti fisici.

Accompagnare con un bel sorriso la nostra sicurezza nel raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati è il migliore biglietto da visita naturale che possediamo.

Denti non perfettamente allineati possono metterci in imbarazzo, compromettendo così lo slancio con cui vivere tutte le nostre nuove prime volte. Ma non bisogna rinunciare solo perché non siamo sicuri del nostro sorriso.

Invisalign, accanto alle donne che vogliono tornare a lavorare col sorriso sulle labbra.
In Italia, una donna su 3 non rientra al lavoro dopo il congedo di maternità (dati Istat) e il tasso di occupazione femminile è tra i più bassi in Europa (46% contro una media continentale del 60%). La vera sfida per chi esce dal mondo del lavoro è trovare la strada per rientrarvi. In poche parole, rimettersi in gioco: è questo l’invito rivolto alle donne non più occupate da C To Work, l’offerta esclusiva promossa da Piano C.

 

Leggi l’articolo completo nella sezione BUSINESS

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Negli studi dei dentisti italiani qualità certificata e tutela dei pazienti: replica dell’AIO alle catene dentali

In particolare sostengono che i centri odontoiatrici rappresentino la forma evolutiva migliore per l’esercizio della professione odontoiatrica, dal momento che in essi trovano lavoro migliaia…

In particolare sostengono che i centri odontoiatrici rappresentino la forma evolutiva migliore per l’esercizio della professione odontoiatrica, dal momento che in essi trovano lavoro migliaia di odontoiatri, con standard di preparazione elevatissimi “in linea con le migliori pratiche internazionali”, che garantiscono accesso alle cure con “forme di finanziamento a tassi agevolati” (che spesso però sono obbligatori), che vengono offerte “trasparenza, certezza e continuità delle cure” (dimenticando i Centri che hanno improvvisamente chiuso lasciando i pazienti senza le cure già pagate, osserva la nota. Il tutto condito da “totale trasparenza fiscale, zero evasione” (ancora con la fosca immagine del dentista evasore?) e un non meglio specificato “crescente livello di investimenti esteri”.

Purtroppo le obiezioni da opporre a questi punti sono numerose e partono tutte dalla considerazione che una gestione puramente imprenditoriale delle attività delle cliniche odontoiatriche non significa necessariamente migliore tutela del paziente ‒ obietta la Cardamone ‒ ma di sicuro promozione e difesa degli interessi degli investitori, secondo i codici della gestione imprenditoriale che rispondono a parametri prima di tutto economici, da rispettare perché queste realtà sopravvivano. Peccato che non sempre tali criteri vadano necessariamente a coincidere con la tutela dei pazienti-cittadini.

Il comunicato premette che «normalmente il rapporto medico paziente è normato e tutelato da un legame fiduciario tra il paziente e il sanitario soprattutto laddove, come nel settore odontoiatrico, il 90% delle prestazioni viene erogato in forma privata: il diritto del paziente di scegliere il sanitario a cui affidarsi deve essere quindi imprescindibile». In tali strutture questo aspetto cardine viene subito meno, dal momento che il paziente si rivolge al centro odontoiatrico non al medico, che anzi normalmente non conosce se non al momento di iniziare le terapie.

Terapie che sovente si vede costretto a pagare in anticipo, e quindi non si dubita che sottoporsi a forme di finanziamento diventi spesso l’unico modo che essi hanno per iniziare i trattamenti. Salvo poi ritrovarsi in sfortunati casi in cui il centro, probabilmente perché non riesce a mantenere gli standard di fatturato mensile richiesto, secondo le classiche logiche dei franchising, chiude lasciando il paziente solo con le rate del prestito da pagare (e si sottolineano “certezza e continuità” come aspetti principali?).

Inoltre è senz’altro vero che le prestazioni siano erogate dai sanitari, e ci mancherebbe altro che non fosse così, ma si tace che essi non sono liberi professionisti, ma dipendenti, sottomessi alle logiche economiche che determinano la sopravvivenza del centro. Sono infatti dipendenti nella sostanza, dovendo garantire la loro presenza nei centri secondo orari prestabiliti e definiti, secondo criteri di lavoro costante e continuativo e non libero professionale, come invece sono costretti a sottoscrivere nei contratti di regolamentazione della loro collaborazione. E che dire dei molti casi in cui un piano di trattamento viene deciso dal responsabile commerciale invece che dal medico?

Il punto fondamentale della nota «è invece proprio il rapporto personale e fiduciario medico-paziente che è alla base dell’attività sanitaria» e che può essere garantito da nessun altro se non dal professionista sanitario, il quale determina, garantisce e risponde del piano di cure nei riguardi del paziente (mentre nei centri odontoiatrici gestiti da imprenditori, essi non rispondono mai direttamente di eventuali danni che possano occorrere ai pazienti, dal pagamento delle cui terapie traggono invece profitti).

La nota si conclude con un monito ai rappresentanti ANCO il quali «dovrebbero approfondire maggiormente le loro conoscenze sulla branca in cui hanno deciso di investire, dal momento che l’essere “in linea con le migliori pratiche internazionali” in Italia non è un’eccezione, ma la regola. Il Paese in campo odontoiatrico leader riconosciuto infatti in formazione e know-how in Europa insieme alla Svezia e a livello mondiale insieme agli USA».

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February 11, 2016 9:55 am
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Disegna un sorriso, Napoli 9 gennaio 2016

Napoli, gli odontoiatri e gli odontotecnici Napoletani hanno dimostrato la consueta generosità ed in pochissimi mesi hanno organizzato una conferenza di altissimo livello scientifico con…

Napoli, gli odontoiatri e gli odontotecnici Napoletani hanno dimostrato la consueta generosità ed in pochissimi mesi hanno organizzato una conferenza di altissimo livello scientifico con l’obiettivo di raccogliere fondi per l’associazione Carmine Gallo. L’associazione è nata molti anni fa dall’iniziativa di Vincenzo Gallo, padre di Carmine, un bambino volato in cielo per una brutta malattia. Carmine non è morto ma continua a vivere negli occhi dei tanti bimbi che hanno alimentato la passione e la voglia di fare di Vincenzo. L’associazione ha sede a Napoli presso l’ospedale Pausilipon che oggi è diventata una struttura d’eccellenza nella cura delle malattie onco-ematologiche dei bambini. Oltre a dare supporto psicologico ai genitori l’associazione in questi anni ha raccolto fondi che sono serviti per realizzare tre obiettivi: Realizzare il sogno dei bambini in fase terminale, aprire “la casa di Alice” che permette ai genitori che hanno bisogno di un alloggio di soggiornare a Napoli gratuitamente e la cosa più bella è che gli alloggi provengono da sequestri fatti alla camorra ma l’attività più importante fatta dall’associazione è il supporto alla ricerca e grazie a questa oggi si può dire che di cancro si può guarire e che anche al sud Italia possono nascere strutture d’eccellenza e non si deve essere obbligati ad andare al nord o addirittura all’estero.

Torniamo alla giornata appena trascorsa, una conferenza che ha visto eccellenze nel campo odontoiatrico e odontotecnico ma che ha visto soprattutto la partecipazione di 250 persone e che ha visto tanti di questi mettersi in fila per fare una donazione. Al termine della giornata sono stati contati 6.550,00 euro. Una bella iniziativa che ci obbliga a fare delle riflessioni su quello che è veramente importante. Non ho voluto fare i nomi dei prestigiosi relatori, delle aziende che hanno supportato l’iniziativa e dei promotori ed organizzatori che si sono dedicati anima e corpo per ottenere questo grande successo. La solidarietà non deve essere pubblicizzata. Ci sono altri luoghi per avere visibilità. La beneficenza non va pubblicizzata.

Per maggiori informazioni sull’associazione Carmine Gallo: www.associazionecarminegallo.na.it

Locandina dell’evento

Riaffermando il ruolo del medico radiologo, la Fnomceo si oppone al ricorso al Tar dei tecnici di radiologia contro le linee guida ministeriali

Per illustrare le motivazioni del gesto la Fnomceo ha emanato un comunicato: «Il ricorso della Federazione Nazionale dei Collegi Professionali dei Tecnici Sanitari di Radiologia…

Per illustrare le motivazioni del gesto la Fnomceo ha emanato un comunicato: «Il ricorso della Federazione Nazionale dei Collegi Professionali dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica avverso le Linee Guida emanate dal ministero della Salute, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n.261 del 9 novembre 2015 ‒ dice il comunicato ‒ può minare la sicurezza e la qualità delle prestazioni in ambito radiologico».

E qui interviene l’affondo della Fnomceo: «Questa Federazione sottolinea con forza come la responsabilità della gestione del percorso diagnostico-terapeutico sia in capo al medico-radiologo, a partire dal consenso informato, passando dalla sicurezza delle procedure, fino alle decisioni diagnostico-terapeutiche. Chiediamo al ministero della Salute una immediata presa di posizione a difesa di un proprio decreto, fortemente voluto per garantire qualità e sicurezza. La Fnomceo, nell’annunciare il proprio intervento ad opponendum in sede di contenzioso amministrativo ‒ continua la nota con un tono più conciliante ‒ mantiene comunque una posizione di apertura nei confronti delle professioni sanitarie, in una logica di collaborazione e di autonomia, nel rispetto delle competenze e con l’obiettivo di garantire qualità, sicurezza e tracciabilità, per la tutela della salute».

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February 8, 2016 11:39 am
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Neuralterapia cranio-facciale nella cura del dolore cronico del rachide

In realtà, negli ultimi tre decenni la ricerca nell’ambito delle neuroscienze ha rivelato la profonda connessione funzionale tra sistemi di regolazione (PNEI), da cui emerge…

In realtà, negli ultimi tre decenni la ricerca nell’ambito delle neuroscienze ha rivelato la profonda connessione funzionale tra sistemi di regolazione (PNEI), da cui emerge con chiarezza che la struttura interna dei processi fisiopatologici alla base dello stato di salute e di malattia è prevalentemente costituita da attività biologiche miste, di natura neuro-immunologica, e queste, per la loro intrinseca complessità, possono talora portare a guarigione, altre volte perpetuare e amplificare gli effetti di uno stimolo nocivo fino alla cronicizzazione1,2.
Si è osservato anche come stimoli di natura assai diversa siano in grado di sostenere quadri nosologici anche di grave entità22,23. Il primo gradino che spinge in questa direzione è dato dall’infiammazione neurogenica, fenomeno che può insorgere già a carico del neurone afferente primario in conseguenza di stimoli di bassa entità, cronici o ricorrenti, anche di diversa eziologia.
Sia le fibre nervose mieliniche sia quelle amieliniche reagiscono con una risposta a cascata3-14, glutammato prima, e poi a seguire prostaglandine, interleukine proinfiammatorie, NO e numerose altre molecole che rendono indistinguibile la risposta neurogena da quella immunitaria4-7. Il segmento nervoso coinvolto tende ad andare incontro a una condizione di ipereccitabilità patologica, che ritroviamo tra l’altro nei fenomeni di iperalgesia, allodinia, wind-up ecc.
Questo stato di sofferenza neuroimmunologica già nelle diverse stazioni afferenti che riguardano il segmento somatico colpito (gangli delle radici dorsali, gangli paravertebrali lamina II e V di Rexed Sostanza Gelatinosa del Rolando) trova in ciascuna di esse risposte che ne possono amplificare l’intensità8-11, anche per la partecipazione di altri fattori di sofferenza tissutale, quali la bradikinina e le neurokine6,12,13.
Questo quadro a livello midollare tende ad amplificarsi e ad accrescere la propria complessità per convergenza di segnali dai diversi distretti corporei, complici le attività dei neuroni di proiezione (Wide Dinamic Range, dinorfinergici ecc.) e quelle neuroimmunologiche delle cellule gliali15-19. Il fenomeno di amplificazione e implementazione sin qui descritto verosimilmente sostiene stati di sofferenza all’origine di sindromi dolorose, quali nevralgie e neuropatie20, e sindromi algodistrofiche croniche, note come CRPS24,25.
Tuttavia, proprio la partecipazione dei neuroni di proiezione mostra la propensione a estendere, sia in senso ascendente che discendente, la neurosofferenza. Di conseguenza, una lesione in un distretto corporeo, attraverso il coinvolgimento delle vie spinotalamiche, della formazione reticolare, del grigio periacqueduttale e di altre stazioni sottocorticali, arriva a esprimere sofferenza in aree somatiche diverse21.
È possibile che da stimoli periferici derivino quadri nevralgici come trigeminalgie, emicranie, cefalee.
Allo stesso modo, stimoli derivanti dal distretto cranio-facciale possono sostenere dolori rachidei e somatici. Numerosi sono gli studi che approfondiscono l’azione delle lesioni “focali” nell’insorgenza di disturbi neuroinfiammatori e neuropatici cronici21-23.
Le aree in cui questo fenomeno ha origine, i “campi di disturbo” della medicina non convenzionale, possono essere rappresentate da cicatrici ed esiti di traumi (ferite, interventi chirurgici, fratture), sedi d’infiammazione cronica, ricorrente o talvolta pregressa (denti, seni paranasali, orecchio, apparati gastroenterico, e genito-urinario), esiti di interventi riabilitativi apparentemente riusciti (osteosintesi, protesi ortopediche, impianti e terapie canalari dentarie), distretti somatici sottoposti a stress o disfunzioni posturali (articolazioni, tendini, muscoli).
Quanto osservato clinicamente dai fratelli Huneke è dovuto alla proprietà neuromodulatoria degli anestetici locali.
Questi farmaci, soprattutto se usati a bassa concentrazione esprimono una capacità regolatoria di numerosi aspetti della neurosofferenza descritti. Gli anestetici locali sono infatti in grado di inibire: l’attività dei recettori del glutammato26,27, l’attività dei canali rapidi del Na e Ca28-37, i recettori delle prostaglandine29, l’aggregazione e l’adesione leucocitaria30, chemiotassi, attivazione e fagocitosi dei neutrofili31,32, i recettori della bradichinina33, quantità e attività dei radicali liberi34, produzione ione superossido35,36 ecc.
Così come il segnale patologico all’origine della neurosofferenza, anche l’azione regolatoria della neuralterapia tende a trasmettersi alle diverse stazioni del sistema nervoso coinvolte nella genesi e nel mantenimento del dolore cronico38,39. Infine quest’effetto ha un’espressione diacronica, che supera l’azione anestetica e può perdurare per periodi assai lunghi e talvolta indefinitamente.
Diverse pubblicazioni in merito all’efficacia clinica neuromodulatoria degli anestetici locali, sono già state presentate in casi di dolore erpetico40, postchirurgico41,42, cervicale43, lombare44,49, trigeminale45, pelvico46 e in casi di CRPS47,48,50; tuttavia si è trattato spesso di popolazioni molto ristrette di pazienti, con patologie omogenee, nelle quali il trattamento è stato eseguito secondo protocolli standardizzati rigidi, con applicazione dell’anestetico locale esclusivamente nel distretto interessato dal dolore. Nel presente lavoro si è ricorso alla terapia neurale come terapia causale, vale a dire con lo scopo di modulare il fenomeno dell’infiammazione neurogenica dove esso si genera, fatto che spesso non coincide con la sede clinica del dolore.

Studio osservazionale: materiali e metodi
Sono stati trattati 32 pazienti affetti dolore cronico del rachide (19 femmine, 14 maschi, di età compresa tra i 27 e i 62 anni, con dolore presente da almeno 12 mesi). Tutti i pazienti avevano precedentemente seguito svariate terapie (corticosteroidi e miorilassanti, antiinfiammatori, analgesici, FKT, manipolazioni, osteopatia, ecc.) risultate inefficaci per il controllo del dolore. I soggetti presentavano (Tab. 1) in 19 casi dolore lombare, in 4 casi cervicale, in 2 dorsale e in 7 dolore in diffuso al rachide (Tab. 2).
Tutti i pazienti sono stati trattati con un numero di sedute di neuralterapia (neuroimmunomodulazione con anestetici locali), variabile tra le 6 e le 14 sedute, utilizzando ogni volta tra 5 e 10 ml di lidocaina allo 0,7% per applicazione segmentaria, plessica o gangliare (ganglio sfenopalatino, otico, cervicale superiore). La scelta delle sedi da trattare tramite neuralterapia è stata squisitamente individuale per ciascun paziente, dettata dalla ricostruzione anamnestica dettagliata degli eventi patologici precedenti alla comparsa del dolore rachideo, in particolare dalla accurata anamnesi delle pregresse patologie cranio-facciali.
La scelta della priorità di intervento è stata spesso facilitata dalla risposta ottenuta con test posturali attivi e passivi, test kinesiologici e osteopatici. Le aree focali che hanno richiesto il trattamento sono risultate: lesioni periodontali e cicatrici endorali, con o senza disordine occlusale, flogosi croniche del massiccio facciale (sinusiti, otiti), cicatrici del capo e del collo (Tab. 3). Il numero delle sedute è variato soggettivamente in funzione della risposta clinica ottenuta; in alcuni casi, infatti, l’azione della neuralterapia è talmente rapida da risultare efficace anche con brevi cicli terapeutici.

Discussione
Relativamente ai 32 pazienti trattati, la neuralterapia su lesioni focali cranio-facciali (Tab. 4) ha permesso di risolvere efficacemente il dolore rachideo in 20 casi; in 4 casi è stato necessario intervenire anche sul disturbo occlusale per stabilizzare la risposta. In 6 casi è stato necessario trattare anche concomitanti focalità somatiche (Fig. 1) e in 3 casi non si è ottenuto un risultato stabile.
Inoltre, si è valutata la riduzione del consumo di farmaci analgesici nei due gruppi. L’intensità del dolore è passata da 9 iniziale a 2 finale nel gruppo 2 (dolore post traumatico, post chirurgico e post herpetico), mentre è sceso da 8 a 2 nel gruppo 3 (cefalea secondaria a infiammazioni sinusali).
Il valore VAS (Tab. 5) riferito al dolore è variato da 7 a 2 per il dolore diurno, e da 7,5 a 2 per il dolore notturno. L’inabilità motoria è passata da 8 a 3, e la capacità di svolgere le proprie mansioni è salita da 2 a 7.
L’assunzione di farmaci analgesici si è ridotta sensibilmente. Tutti i pazienti hanno abbandonato l’assunzione continuativa e solo 6 pazienti hanno proseguito un’assunzione saltuaria di analgesici minori.

Conclusioni
L’osservazione dei casi presentati conforta molto i dati che indicano in questa procedura uno strumento valido ed efficace nel trattare il dolore cronico nei suoi aspetti clinici.
La sua azione si esplicherebbe sui meccanismi di cronicizzazione, amplificazione e diffusione spaziale dell’infiammazione neurogenica, inducendo la riattivazione dei meccanismi riparativi in grado di produrre e mantenere lo stato di guarigione. L’elevata efficacia sarebbe conseguente proprio all’attenta scelta individuale delle aree da trattare, caso per caso. Studi più estesi potrebbero consolidare queste valutazioni.

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L’articolo è stato pubblicato su Dental Tribune Italian Edition, febbraio 2016.

February 10, 2016 9:08 am
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Musicisti di strumenti a fiato e salute orale

Scopo del lavoro: Verificare su un campione di popolazione di musicisti eventuali alterazioni del distretto maxillo-facciale. Valutare variazioni riconducibili al suono di strumenti a fiato…

Scopo del lavoro:

  • Verificare su un campione di popolazione di musicisti eventuali alterazioni del distretto maxillo-facciale.
  • Valutare variazioni riconducibili al suono di strumenti a fiato ed esaminare la conoscenza dei musicisti in relazione a tali problematiche.
  • Indagare sulle modalità di igiene domiciliare del cavo orale, di detersione e disinfezione dello strumento suonato.
  • Informare ed educare musicisti e professionisti del settore odontoiatrico circa la prevenzione delle possibili alterazioni.

L’interesse per il mondo della musica ha portato alla luce risvolti inaspettati in ambito odontoiatrico sia perché numerosi professionisti del settore amano suonare uno strumento musicale sia perché numerosi musicisti, in particolare gli strumentisti a fiato, accusano una varietà di problemi oro-facciali che interferiscono con la capacità di suonare e necessitano, quindi, di interventi odontoiatrici. Sono essenziali, pertanto, la diagnosi precoce e la definizione di un piano terapeutico che non interferisca con la corretta produzione del suono. Mentre alcuni individui hanno caratteristiche dentali e facciali che agevolano la produzione del suono, altri necessitano di movimenti compensatori della mandibola, dei muscoli della testa e del collo che potrebbero, nel tempo, creare problemi. Non considerare queste caratteristiche nella scelta di un particolare strumento musicale può limitare la capacità del musicista di esprimere pienamente le sue capacità. Per suonare gli strumenti a fiato, viene attivato un lavoro neuromuscolare complesso che richiede una aumentata ventilazione con intensa prestazione dei muscoli oro-facciali. Per la formazione delle vibrazioni e per convogliare l’aria nello strumento è necessaria una corretta posizione della bocca e una sinergica attività tra respirazione, muscoli labiali, lingua e apparato dentario. Il differente bocchino di ogni strumento a fiato, richiede, per generare il suono un insieme tipico di movimenti e capacità muscolari.

 

Leggi l’articolo completo nella sezione CLINICAL > GENERAL DENTISTRY

Oboe

Evidenze cliniche sorprendenti e progetto Digitals al centro del 7 convegno Geass

300 presenze, 230 partecipanti di cui il 16% provenienti dall’estero, 30 relatori, 40 collaboratori tra personale interno e rete vendita. Sono questi i numeri del…

300 presenze, 230 partecipanti di cui il 16% provenienti dall’estero, 30 relatori, 40 collaboratori tra personale interno e rete vendita. Sono questi i numeri del 7° Convegno Geass, “Oltre l’impianto. Nuove tecnologie al servizio della clinica”, tenutosi al NH Laguna Palace di Mestre dal 21 al 23 gennaio scorso.

Un evento di alto livello, con relazioni scientifiche giudicate “ineccepibili” e “all’altezza delle aspettative” dagli addetti ai lavori. Nomi d’eccezione, tra cui il prof. Mariano Sanz, tra i massimi esperti di parodontologia a livello internazionale. Nel suo intervento, dal titolo “La sfida della topografia delle micro superfici implantari: dall’osteointegrazione alla perimplantite”, il prof. Sanz ha sviluppato una prospettiva futura dell’attuale dibattito sul costo-beneficio del miglioramento della velocità di osteointegrazione (inserimento immediato, carico immediato), a discapito dell’aumento del rischio perimplantiti, presentando evidenze scientifiche. «Un relatore strategico e un valore aggiunto che contraddistingue Geass», ha commentato Fabrizio Gentile, Direttore Generale Geass. «Lo scopo era fornire degli spunti alla platea per il vantaggio della disciplina e credo che ci siamo riusciti».

Grande riscontro anche per le evidenze cliniche relative alle sperimentazioni sull’adesione batterica di Synthegra, la superficie al laser brevettata da Geass, che combatte la perimplantite e favorisce l’osteointegrazione a lungo termine. Dati inediti, presentati dal prof. Lorenzo Drago, che dirige il laboratorio di analisi cliniche e microbiologiche dell’I.R.C.C.S. Galeazzi di Milano, sull’attecchimento del biofilm e le infezioni batteriche. I primi risultati, ottenuti grazie alla collaborazione con il prof. Luca Francetti, dimostrano, infatti, che sulla superficie Synthegra aderiscono meno batteri rispetto alle superfici sabbiate, una riduzione che in percentuale si attesta attorno al -42%.

E ancora, massima attenzione registrata per la relazione del prof. Claudio Mongardini, specializzato in parodontologia e implantologia, che ha condotto uno studio clinico retrospettivo multicentrico sugli impianti way Milano con superficie Synthegra. Un successo di sopravvivenza implantare che a 5 anni si attesta attorno al 99,2%. «Disponiamo di un numero eccezionale di dati ‒ commenta Mongardini ‒ in 4 centri abbiamo seguito circa 1.000 interventi con impianti way Milano trattati con superficie Synthegra, inseriti consecutivamente in 5 anni. Il numero di impianti ancora in bocca dei pazienti è elevatissimo, con una percentuale di fallimenti bassissima».

Altamente positivo il riscontro anche nella seconda giornata del Convegno, in cui si è parlato di socket preservation, post estrattivi e CAD-CAM nel corso di tre sessioni, una dedicata agli odontoiatri, una agli odontotecnici e una condivisa, cui si è aggiunto uno spazio dedicato alla ricerca in ambito implantologico con le Università di Trieste e di Bologna.

In particolare, il CAD CAM Performa, l’unica tecnologia in Italia che integra fresatura e tornitura per connessioni precise e ripetibili, è stata oggetto di grande interesse. «Da sempre ho ritenuto che la crescita del nostro settore sia legata a un’ottima collaborazione fra le parti», commenta l’odontotecnico Umberto Scilipoti, che con il dottor Rodolfo Blasone è stato relatore di un intervento sui sistemi di simulazione e guida chirurgica computer assistiti e sulla produzione CAD CAM di monconi e travate personalizzate. «Geass fornisce una collaborazione di ottimo livello – sottolinea Scilipoti ‒ perché è sempre stata al servizio del fruitore del prodotto, orientando le sue soluzioni sulle esigenze del clinico, dell’odontotecnico e del paziente finale».

Tra le grandi novità presentate al Convegno, il progetto Digitals, approfondito nella terza giornata con gli interventi di Walter Rao e Massimo Bosetti, con cui Geass è entrata nel mondo della digital dentistry, la tecnologia applicata al mondo odontoiatrico. L’azienda, infatti, ha aggiunto alla sua offerta, oltre al CAD CAM, scanner intraorali e chirurgia computer guidata per la massima flessibilità nella pianificazione del trattamento e risultati sempre più prevedibili dal punto di vista sia funzionale sia estetico. «Abbiamo intrapreso questa strada – commenta il Presidente Geass Vanni Snidero ‒ perché i vantaggi sono indiscutibili. È un percorso obbligatorio per tutti. L’interesse dimostrato dai partecipanti al Convegno è un segno tangibile che siamo davanti a un presente che è già futuro». Un presente che sottolinea l’importanza del Made in Italy nel mercato mondiale, come conferma l’elevata partecipazione all’evento di odontoiatri stranieri. «Già diversi anni fa, nelle nostre campagne di comunicazione – commenta Andrea Gentile, Responsabile marketing e Direttore rete vendita – comunicavamo il nostro prodotto come la via italiana all’implantologia. E i numeri che stiamo raggiungendo oggi, anche nel comparto estero, confermano questa visione che avevamo avuto».

Il prof. Mariano Sanz nel suo intervento, dal titolo “La sfida della topografia delle micro superfici implantari: dall’osteointegrazione alla perimplantite”

12 e 13 gennaio: la Rhein83 incontra AIO, ANDI, ANTLO e l’Università

Sono intervenuti oltre 40 tra odontoiatri e odontotecnici che hanno ascoltato con interesse la relazione. Significativo e positivo il coinvolgimento delle tre associazioni che da…

Sono intervenuti oltre 40 tra odontoiatri e odontotecnici che hanno ascoltato con interesse la relazione. Significativo e positivo il coinvolgimento delle tre associazioni che da sempre hanno dimostrato vicinanza ed amicizia alla Rhein83. Un particolare ringraziamento deve andare al Dott Fulvio Gennaro in rappresentanza dell’AIO, al Dott Cusimano, in rappresentanza dell’ANDI, al Dott. Dario Melilli ed a Rosario Chiavetta e Benny Fiandaca in rappresentanza dell’ANTLO. Mercoledì 13 gennaio grazie al Dott Melilli ed alla professoressa Giovanna Giuliana è stata organizzata una giornata dedicata alla protesi rimovibile nell’aula magna di odontostomatologia dell’Università di Palermo. Hanno partecipato 30 studenti del V e VI anno che hanno mostrato interesse ma soprattutto un’ottima competenza e conoscenza dell’argomento.

Tutto ciò ha permesso al tutor della giornata, il Dott. Marco Montanari, di parlare in modo approfondito di implantoprotesi e di mostrare dei casi clinici. Al termine della parte teorica è seguita una parte pratica in cui i futuri odontoiatri hanno lavorato su dei modelli inserendo dei pivot radicolari.

12 e 13 gennaio, due giornate belle ed interessanti in cui la Rhein83 ha incontrato tanti amici ma soprattutto professionisti seri, competenti ed appassionati.

Il gruppo degli studenti di odontoiatria con la Prof. Giuliana, il Dott. Melilli, il Dott Montanari e l’odt. Fiandaca.

January 18, 2016 10:40 am
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L’Enpam investe in strutture ospedaliere e nell’eccellenza alimentare italiana

Le quote del Fondo, che investe in immobili nel settore ospedaliero e socio-sanitario, sono state interamente sottoscritte da Enpam, l’ente nazionale di previdenza e assistenza…

Le quote del Fondo, che investe in immobili nel settore ospedaliero e socio-sanitario, sono state interamente sottoscritte da Enpam, l’ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri. La notizia segue quella recente, pubblicata sulla Rivista cartacea della stessa Enpam, di un investimento di 14 milioni di euro nel PAI, Fondo Parchi Agroalimentari Italiani, facendo dell’Enpam di fatto uno dei primi “quotisti” del progetto che ha in FICO (la Fabbrica Italiana Contadina) il suo fiore all’occhiello.

“La Fabbrica sorgerà alle porte di Bologna sugli spazi del Caab” riferisce la Rivista dell’Enpam, ossia il mercato agroalimentare all’ingrosso di Bologna che si svilupperà su 80mila metri quadrati e dove troveranno posto aziende tradizionali e startup innovative che mostreranno ai visitatori tecniche di coltivazione e di preparazione degli alimenti, in un immenso spazio ricco di mercati e laboratori.

«Nell’area, che si chiamerà anche Eataly World ‒ continua l’articolo ‒ troveranno spazio campi coltivati e allevamenti dimostrativi, 40 laboratori di trasformazione di materie prime, 20 ristoranti, 10 aule per la didattica e la formazione e 4mila metri quadrati di padiglioni per eventi, iniziative culturali e didattiche legate al cibo, per scoprire l’Italia e le sue biodiversità».

Le previsioni per quanto riguarda il numero dei visitatori sono piuttosto allettanti: circa 6 milioni ogni anno, raccogliendo così idealmente l’eredità di Expo. L’inaugurazione del “FICO” è prevista tra la fine del 2016 e i primi mesi del 2017.

© Enpam

Dentsply Sirona: dalla fusione nasce The Dental Solutions Company

Dentsply Sirona è destinata ad assumere una posizione di leadership nel settore e deterrà alcuni tra i marchi più affermati di materiali di consumo, apparecchiature,…

Dentsply Sirona è destinata ad assumere una posizione di leadership nel settore e deterrà alcuni tra i marchi più affermati di materiali di consumo, apparecchiature, tecnologie e prodotti specialistici per il mondo dell’odontoiatria, volti a soddisfare le esigenze di professionisti, specialisti e laboratori odontotecnici. Di questi, circa 600.000 utilizzeranno ogni giorno un prodotto Dentsply Sirona. 1Grazie alla piattaforma di ricerca e sviluppo più grande del settore, Dentsply Sirona potrà sviluppare e offrire soluzioni cliniche innovative e onnicomprensive, con l’obiettivo di far progredire l’assistenza ai pazienti.

Offerta di soluzioni complete
Combinando l’offerta di materiali di consumo DENTSPLY con le tecnologie e le apparecchiature di Sirona, la nuova società offre più prodotti e soluzioni integrate di qualsiasi altra azienda nel settore dell’odontoiatria. Il vasto assortimento dei prodotti Dentsply Sirona dedicati ai dentisti e ai laboratori odontotecnici copre ogni fase delle procedure generali e specialistiche, tra cui l’implantologia, l’endodonzia e l’ortodonzia. Grazie alla più ampia piattaforma di formazione clinica dell’intero settore, l’azienda promuove la diffusione di soluzioni integrate e tecnologie innovative e approvate per rendere più efficienti i flussi di lavoro. L’assistenza e la soddisfazione della clientela rimarranno valori imprescindibili per la nuova società e saranno supportati dalla rete di vendite e di infrastrutture più grande del mondo che include la vendita diretta e i distributori.

L’unione tra due pionieri dell’innovazione
La fusione societaria ha unito due pionieri dell’innovazione, ciascuno con oltre 100 anni di esperienza. Dentsply Sirona darà vita alla piattaforma di ricerca e sviluppo più grande e potente del mondo, mettendo insieme oltre 600 scienziati e ingegneri di grande esperienza al fine di incentivare lo sviluppo di cure odontoiatriche più sicure, veloci ed efficaci. Con questo aumentato impegno verso l’innovazione, la società migliorerà la cura del paziente, offrendo alle persone una migliore esperienza di cura, riducendo inoltre il tempo necessario per le procedure.

Jeffrey T. Slovin, Chief Executive Officer di Dentsply Sirona ha commentato: «Ora che la nostra fusione è stata completata, Dentsply Sirona potrà concentrare i propri sforzi nell’offrire ai professionisti dell’odontoiatria gli strumenti necessari per far compiere un salto di qualità alle cure dentistiche, rendendole più sicure, efficaci e rapide. Come The Dental Solutions CompanyTM, daremo vita a una crescita a lungo termine, grazie al nostro posizionamento unico che consentirà di fornire soluzioni innovative e offrire ai nostri clienti il portafoglio di prodotti più vario e la più grande rete di vendita e di assistenza del settore. Dentsply Sirona continuerà a essere in prima linea nella digitalizzazione dell’odontoiatria, nell’offerta di strumenti per le cure odontoiatriche in una sola seduta e nel miglioramento dei risultati clinici per i pazienti in tutto il mondo».

I grandi risultati nascono dalla combinazione tra i giusti strumenti e le giuste competenze. Dentsply Sirona gestisce la piattaforma di formazione clinica più grande del settore con l’obiettivo di offrire ai professionisti tutto ciò di cui hanno bisogno: dai prodotti di qualità elevatissima fino alla formazione clinica guidata dagli esperti per supportare l’uso di quei prodotti e servizi volti a migliorare l’assistenza ai pazienti e i risultati dei trattamenti. Bret W. Wise, Executive Chairman di Dentsply Sirona, aggiunge: «Questa è una giornata memorabile per Dentsply Sirona e per l’intero settore dell’odontoiatria. La nostra offerta, che include alcuni tra i marchi più rinomati di materiali di consumo, apparecchiature e tecnologie, fa di Dentsply Sirona il partner ideale per i professionisti e i tecnici del settore dentale. Grazie ai nostri sforzi, testimoniati dai nostri cospicui investimenti in ricerca e sviluppo e nella formazione clinica, Dentsply Sirona contribuirà al progresso delle cure e a una migliore salute orale in tutto il mondo negli anni a venire».

La fusione vista da vicino
Dentsply e Sirona hanno completato la fusione il 29 febbraio 2016. Le contrattazioni del titolo Sirona verranno sospese prima dell’apertura del NASDAQ e interrotte definitivamente alla chiusura odierna. In virtù dei termini dell’accordo, gli azionisti di Sirona riceveranno 1,8142 azioni di Dentsply Sirona per ogni azione di Sirona in loro possesso.

Informazioni su Dentsply Sirona
Dentsply Sirona è il più grande produttore mondiale di materiali di consumo, apparecchiature e tecnologie per l’odontoiatria, con 130 anni di storia trascorsi nel segno dell’innovazione e al servizio della comunità odontoiatrica e dei pazienti di tutto il mondo. Dentsply Sirona sviluppa, produce e commercializza una vasta gamma di soluzioni complete per la salute dentale e orale, con un portafoglio che include prodotti, dispositivi medici, apparecchiature e materiali di consumo di alcuni tra i marchi più rinomati del mondo. In virtù della sua denominazione di The Dental Solutions CompanyTM, Dentsply Sirona offre soluzioni innovative, efficaci e di altissima qualità, volte al progresso delle cure odontoiatriche, rendendole più sicure, efficaci e rapide. La sede generale è ubicata a York, nello Stato della Pennsylvania, mentre la sede internazionale di Dentsply Sirona si trova nella città austriaca di Salisburgo. Le azioni della società sono quotate nell’indice NASDAQ degli Stati Uniti con il simbolo XRAY. Per ulteriori informazioni su Dentsply Sirona e i suoi prodotti, visitare il sito www.dentsplysirona.com.

1Dato stimato sulla media di prodotti spediti giornalmente.

Jeffrey T. Slovin, CEO (a sinistra), e Bret Wise, Executive Chairman di Dentsply Sirona (a destra).

La totale deducibilità delle spese ECM una vittoria di questa AIO

Il Ddl presentato ieri, che deve comunque passare al vaglio del Parlamento ed è stato ribattezzato “Statuto dei Lavoratori autonomi” introduce varie novità, tutele per…

Il Ddl presentato ieri, che deve comunque passare al vaglio del Parlamento ed è stato ribattezzato “Statuto dei Lavoratori autonomi” introduce varie novità, tutele per la maternità e contro la disoccupazione, si accorda al nuovo regime dei minimi, rivede gli studi di settore. Ma al momento risponde perfettamente alle richieste dell’Associazione la norma che rende deducibili al 100% (non più al 50) le spese di formazione continua. Saranno ricompresi nell’agevolazione fiscale anche i corsi di aggiornamento (sia quelli obbligatori che quelli facoltativi), master e convegni. Si fa eccezione solo per le spese di viaggio vitto e alloggio.

«Come erogatore di formazione continua da tempo Associazione Italiana Odontoiatri si batte per la totale deducibilità dal reddito dell’Odontoiatra delle spese sostenute per l’aggiornamento. Dal 2013, anno di produzione del Documento “Tavolo del Dentale” i benefici fiscali per gli investimenti in ricerca, sviluppo ed aggiornamento sono una richiesta costante alle Istituzioni insieme alla totale deducibilità delle spese odontoiatriche dei pazienti; favorire lo sviluppo di una Professione in tempi di crisi è una mossa indispensabile per il rilancio del settore», spiega Lai. L’Associazione ora “punta” gli studi di settore, un tema in cui «soprattutto per i colleghi più giovani e con le spalle meno coperte dal punto di vista economico, chiediamo un’interlocuzione con il Governo, visto che ha annunciato al Sole 24 Ore che ci metterà le mani». Il Ddl sul lavoro autonomo, infine, introduce la polizza assicurativa contro il ritardo nei pagamenti delle fatture da parte dei clienti. che sarà integralmente deducibile fino a un tetto di 10 mila euro.

© logo AIO

February 1, 2016 10:19 am
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Governo, politici e sindacati a confronto sul Jobs Act degli autonomi in un convegno al Tempio Adriano di Roma

La prima sessione dei lavori, dal titolo “Il Jobs Act del lavoro autonomo” ha visto la partecipazione dell’assessore al Lavoro della Regione Lazio, Lucia Valente;…

La prima sessione dei lavori, dal titolo “Il Jobs Act del lavoro autonomo” ha visto la partecipazione dell’assessore al Lavoro della Regione Lazio, Lucia Valente; Carla Ruocco, commissione Finanze della Camera; Maurizio Del Conte, estensore del Jobs Act del lavoro autonomo e presidente Anpal; Chiara Gribaudo, commissione lavoro della Camera; la seconda tavola rotonda è stata centrata su “La previdenza dei professionisti” che ha visto gli interventi di Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera; Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro del Senato; Alberto Oliveti, presidente Adepp.

Alla terza sessione dei lavori, sul tema “Dal diritto del lavoro ai diritti del lavoratore” hanno partecipato il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba; la segretaria della Cgil, Susanna Camusso; e il presidente nazionale di Confprofessioni, Gaetano Stella. «Il ddl sullo Statuto del lavoro autonomo e la carta universale dei diritti universali della Cgil rappresentano una svolta fondamentale della politica e dei sindacati verso l’universo delle professioni» ha dichiarato il presidente di Confprofessioni Lazio, Andrea Dili. «Finalmente si guarda ai lavoratori autonomi in quanto tali e non quali diversamente dipendenti».

Dai lavori del convegno sono emersi i punti di forza e debolezza del Jobs Act del lavoro autonomo, a cominciare dalla conferma dei fondi europei ai professionisti oltre il ciclo di programmazione 2014-2020 alla deducibilità delle spese di formazione, fino alle tutele rivolte ai lavoratori autonomi e partite Iva. Secondo quanto emerso dal convegno, parlamentari, sindacalisti e professionisti, invece, concordano nell’affermare che nell’iter parlamentare del provvedimento bisognerà intervenire sul fronte previdenziale e sul welfare.

Su questo aspetto, il presidente nazionale di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha sottolineato come «il Ccnl studi professionali risponde alle nuove esigenze del mercato del lavoro. Abbiamo dato vita a forme di tutele a dipendenti e datori di lavoro; ora siamo pronti ad estendere il welfare contrattuale ai lavoratori autonomi, ma è necessario un intervento normativo per assicurare una deducibilità contributiva per i lavoratori autonomi e partite Iva».

Stella Gaetano

February 22, 2016 11:50 am
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I dentisti australiani e il loro punto di vista sulla tele-odontoiatria

I programmi di tele-odontoiatria promettono di fornire ai pazienti meno abbienti e a basso reddito delle cure a prezzi accessibili riducendo così gli oneri finanziari…

I programmi di tele-odontoiatria promettono di fornire ai pazienti meno abbienti e a basso reddito delle cure a prezzi accessibili riducendo così gli oneri finanziari grazie all’intervento preventivo. L’idea di fondo è che gli igienisti e assistenti appositamente formati, consultandosi via Internet con i loro dentisti tutor, possano eseguire trattamenti di base altrimenti non ufficialmente alla portata della loro esperienza.

Per cogliere la percezione di utilità della tele-odontoiatria nel miglioramento della pratica odontoiatrica e dei risultati sui pazienti, i ricercatori della University of Western Australia hanno sottoposto 135 dentisti australiani ad un questionario online.

Nel sondaggio, sono stati intervistati sul come vedono la tele-odontoiatria basandola su quattro categorie: 1) l’utilità per i pazienti, 2) dello studio dentistico, 3) la capacità nel migliorare lo studio 4) le problematiche legate all’uso.

Oltre l’80 per cento dei partecipanti conviene sulla crescita dello studio dentistico dovuta alla tele-odontoiatria tramite una miglior comunicazione, all’orientamento e al recupero di nuovi pazienti. La maggioranza ritiene inoltre che tale metodo potrebbe esser utile per migliorare la gestione stessa del paziente, contribuendo ad accrescerne la soddisfazione. Una parte importante degli intervistati tuttavia esprime riserve nei confronti della telemedicina inserita nella pratica quotidiana dello studio: indicano l’incertezza legata all’affidabilità tecnica, le questioni della privacy, le spese stesse dello studio, le questioni mediche, come il tempo di intervento chirurgico e l’accuratezza diagnostica.

Anche se in generale i dentisti sono ottimisti e favorevoli al sistema e alla sua integrazione nella vita dello studio così come oggi viene concepito, occorre saperne di più ‒ dicono gli autori della ricerca ‒ sul “come” la tele-odontoiatria potrebbe contribuire alla soluzione di alcuni specifici problemi dello studio e per spingere i dentisti all’adozione nella quotidiana pratica clinica.

Intitolata “Perceptions of Australian dental practitioners about using telemedicine in dental practice” la ricerca è stata pubblicato online il 15 gennaio sul British Dental Journal.

Nel corso degli ultimi anni, vari progetti hanno sperimentato le potenzialità della telemedicina in Australia. Nel 2015, uno studio condotto da ricercatori ed esperti di tecnologia presso il Melbourne’s Institute for a Broadband-Enabled Society (ora Melbourne Networked Society Institute) ha calcolato che più della metà dei partecipanti, che avevano effettuato un esame della vista su Internet, hanno evitato la fatica di un viaggio per trovarsi faccia a faccia con lo specialista.

Attualmente, il Victoria ha altri due progetti di tele-odontoiatria in corso, tra cui uno per i pazienti pediatrici che vivono in zone rurali e remote e l’altro per verificare se gli esami di tele-odontoiatria gestiti da infermieri possano rivelarsi accettabile per pazienti ospiti in strutture per anziani.

Negli Stati Uniti, l’American Dental Association’s House of Delegates ha rilasciato una dichiarazione globale sulla tele-odontoiatria nel novembre 2015. Essa afferma che organismi votati ad affermare la salute dentale e altre terze parti contribuenti dovrebbero coprire i servizi forniti attraverso la tele-odontoiatria così come avviene nei tradizionali incontri di persona.

La tele-odontoiatria, che fu usata dai militari degli Stati Uniti per trattare le truppe di stanza lontano da specialisti dentali, potrebbe fornire un mezzo per migliorare l’accesso a basso costo per le persone bisognose. (Fotografia: tutto possibile/Shutterstock)

February 7, 2016 11:00 pm
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730 precompilato. Consigli e considerazioni del Presidente Nazionale ANDI

«Le criticità non sono contro la possibilità per il contribuente di ricevere il 730 precompilato», dice il Presidente ANDI Gianfranco Prada che ricorda come in…

«Le criticità non sono contro la possibilità per il contribuente di ricevere il 730 precompilato», dice il Presidente ANDI Gianfranco Prada che ricorda come in un “Paese normale” ciò sia un atto dovuto. «Le criticità – aggiunge ‒ sono verso un sistema che tratta noi professionisti come sudditi, chiedendoci di fare il lavoro che spetterebbe all’Amministrazione pubblica. Lavoro che per noi comporta dispendio di tempo e denaro in investimenti e risorse umane».

Presidente Prada, oltre a questo cosa possiamo dire sul 730 precompilato?
Che certamente è un bel pasticcio, una nuova grana da gestire. Il Governo, sulla questione, si è dimostrato arrogante e impreparato. Ha deciso che la cosa si doveva fare (e su questo aspetto nulla da ridire) ma l’ha portata avanti senza considerare che il sistema che aveva ideato per la raccolta dei dati della spesa sanitaria era solo ipotetico, non attivo e non adatto ad essere utilizzato per i fini che il Governo stesso si era prefisso. In nessun Paese civile sarebbe possibile pubblicare una norma ad agosto 2015, poterla applicare, in pratica, solo il 16 gennaio 2016 (ed ancora con alcune lacune nel sistema tessera sanitaria) e oltretutto imponendo a medici e dentisti di applicarla retroattivamente a partire dal gennaio 2015. Di fatto solo da sabato scorso la piattaforma del Sistema Tessera Sanitaria consente a dentisti e medici di dare attuazione alla norma. Poi ci sono tutti gli altri aspetti tecnici, giuridici e legali per cui ANDI ha attivato tutte le possibili azioni per confutare e cercare di modificare la norma, a cominciare dal contestare il principio che per dare un servizio ad alcuni cittadini (quelli che utilizzano il 730) lo Stato demandi altri cittadini (medici e dentisti) a farlo (senza compenso) e non lo faccia in prima persona con i suoi dipendenti ed i suoi mezzi.

Cosa dice a chi vi accusa di non averci pensato prima, di aver contestato la norma quando oramai non c’era più nulla da fare?
Che critica l’associazione sbagliata. Appena l’Ufficio Politico ci ha passato le prime bozze del Disegno di legge che estendeva gli obblighi per il 730 precompilato ai professionisti della sanità abbiamo cominciato a segnalare il problema e le incongruenze alla Politica e cercato di far modificare il provvedimento. Era addirittura il febbraio 2015 .Da quel momento abbiamo intrapreso un lavoro continuo e incessante con tutti gli interlocutori politici, i nostri consulenti e legali che ci ha portato fino a ricorrere al Tar contro la norma (ma per farlo si doveva necessariamente attendere che questa venisse approvata e pubblicata in GU – agosto 2015), passando per le richieste di chiarimenti e gli atti di significazione al Ministero delle Finanze, all’esposto al Garante della Privacy etc.
Un’attività di lobbyng che per i primi tempi ci ha visto “combattere” da soli per poi, fortunatamente, essere raggiunti e sostenuti dalla CAO, dalla FNOMCeO, e dalla FIMMG.

Con quali risultati?
Dicevo prima dell’arroganza della Politica. Avevano annunciato che nel 730 precompilato riferito ai redditi 2015 sarebbero state inserite anche le spese sanitarie e non hanno voluto ammettere che questo non era possibile, perché il sistema messo a punto dallo Stato non era in grado di farlo.
Ogni volta che abbiamo posto il problema ai politici ci sembrava di parlare con dei sordi. Anzi con istituzioni che facevano finta di non conoscere o non voler sentire e capire, malgrado le solite rassicurazioni di rito…Comunque siamo riusciti ad intervenire positivamente sulle sanzioni e sullo spesometro, grazie alla sensibilità, in particolare, dell’On.le Pelillo.
Poi viviamo in un Paese con regole e meccanismi incredibili. Il Tar si pronunzierà sulla nostra richiesta di annullamento della norma a mesi di distanza dalla scadenza dell’obbligo. Se il Tar ci darà ragione avremo l’amara soddisfazione di aver vinto, dopo aver passato comunque giorni al computer per inserire, inutilmente, dati che l’Agenzia delle Entrate già avrebbe ricevuto attraverso la proposta che avevamo fatto di anticipare l’invio dello spesometro del 2015.

Sulle sanzioni AIO sostiene che di fatto non avete ottenuto nulla, quelle rimangono.
Non avrei voluto commentare la posizione di AIO, ma sono costretto dopo l’ultimo comunicato che hanno fatto la scorsa settimana: annunciano che ANDI e la CAO si sono adeguati alla loro proposta emendativa di chiedere il rinvio dell’invio dei dati (ricordo che l’unica azione pubblicizzata da AIO sul tema è stato l’invito tardivo al Governo a presentare un emendamento in tal senso alla Legge di Stabilità, quando questa era già giunta nella versione definitiva e immutabile al Senato per il voto finale!). Ma dove erano quando ANDI ha incontrato i Sottosegretari al MEF, i politici delle Commissioni che discutevano la Legge di Stabilità, i tecnici per scrivere l’emendamento poi approvato che ci ha tolto almeno le sanzioni per l’anno 2015 e il costo del commercialista per inviare anche lo spesometro?? Ai colleghi dico solo che quanto abbiamo ottenuto era il massimo ottenibile (fate anche un paragone di quanto conta nell’attuale quadro politico un sindacato che ha oltre 5 milioni di Iscritti come la CGIL e quanto ha fatto ANDI con 24.000 Soci!). Se non fosse stato approvato il nostro emendamento qualsiasi errore formale commesso dai dentisti, dai medici o da chi hanno deciso di delegare per l’inserimento dei dati avrebbe comportato, senza possibilità di contestazione, l’applicazione della sanzione di 100 euro per ogni errore e per ogni fattura.

E per agevolare i dentisti costretti a fare gli straordinari per inserire i dati cosa avete attivato?
Per agevolare i nostri Soci abbiamo attivato, gratuitamente, un sistema che consente di inserire i dati molto più agevolmente rispetto a quello attivato dal sito del Sistema TS. Stiamo dando sostegno ai nostri Soci, attraverso il Numero verde ANDI fornendo tutte quelle informazioni necessarie, le nostre Sezioni provinciali stanno facendo un lavoro incredibile per informare e supportare i colleghi. Per chi ha molte fatture da inserire e le ha già consegnate al proprio commercialista consiglio di delegarlo, almeno per l’invio di quelle del 2015. Molto probabilmente il proprio consulente fiscale ha già inserito in computer i dati necessari, che può agevolmente esportare ed inviare attraverso il Sistema TS. Sul fronte politico, poi, stiamo ancora confrontandoci, insieme alla FNOMCeO ed alla FIMMG con il Ministero delle Finanze ed il Governo per ottenere almeno una proroga di qualche giorno del termine ultimo per inserire i dati, in attesa del TAR…

Gianfranco Prada

Golf Dental Cup 2016

La formula di gara è quella classica, 18 buche Stableford, aperta ai golfisti dentisti delle 3 categorie di handicap. I premi in gioco sono numerosi…

La formula di gara è quella classica, 18 buche Stableford, aperta ai golfisti dentisti delle 3 categorie di handicap. I premi in gioco sono numerosi in quanto gli sponsor ROEN e TECNOSS vogliono lasciare a tutti un bel ricordo di questa competizione.

I campi ospite in ordine cronologico sono: Terra dei consoli VT (6 maggio) La margherita TO (13 maggio) Bologna (20 maggio) Il Molinetto MI (27 maggio). I medici del sud Italia e delle isole possono iscriversi alla tappa del Lazio dove possiamo ospitare fino a 100 giocatori.

I migliori 6 giocatori di ogni gara avranno accesso alla finale al Golf Club Cervia con cena di gala, venerdì 27 settembre, interamente offerta dagli sponsor dove verranno premiati i vincitori di ogni gara e il vincitore del campionato.

La parte mediatica sia su riviste cartacee sia su riviste on-line si occuperà di comunicare il calendario e i risultati delle gare. Su Facebook si potranno seguire immagini e video durante tutto il campionato.

L’organizzatore della manifestazione, Paolo Boarolo, socio amministratore di ROEN, è convinto che i medici dentisti saranno entusiasti, dopo anni di assenza di gare per odontoiatri, di partecipare al campionato.

Per le iscrizioni scrivere a: eventi@roen.it o telefonare al numero: 011.96.82.604.
Pagina Facebook: Golf Dental Cup 2016
Buon Golf

Rinasce una nuova speranza per il dentista rifugiato siriano

Mahfouz dice di aver lavorato come dentista in Siria per oltre 20 anni fino a quando non fu costretto con la forza a lasciare la…

Mahfouz dice di aver lavorato come dentista in Siria per oltre 20 anni fino a quando non fu costretto con la forza a lasciare la sua casa di Aleppo. Anche se temporaneamente impiegato in una fabbrica che produce persiane, ha detto di voler continuare a lavorare come dentista, ma gli mancano i fondi necessari per completare l’esame di equiparazione che costa 6000 £ e che gli permetterebbe di rilevare in futuro uno studio nel Regno Unito.

Mark Feeney, direttore dell’Irlanda del Nord della Tech Partnership e promotore della campagna, ha detto che Mahfouz sarebbe in grado di iniziare a esercitare come dentista in Irlanda del Nord una volta completati gli esami a maggio essendovi attualmente molte opportunità per i dentisti.

«I fondi derivanti dall’iniziativa agevoleranno il suo accesso all’esercizio legittimo di mi un’attività clinica, utilizzando appieno le sue competenze di base e allargando le opportunità di accesso alle cure odontoiatriche nell’Irlanda del Nord» ha detto.

Fino a oggi la campagna di Feeney ha già raggiunto quasi un quarto dell’obiettivo e andrà avanti ancora per 22 giorni.

Le donazioni si possono effettuare attraverso il crowdfunding.justgiving.com/dentist.

 

I rifugiati nel tentativo di attraversare il confine siriano-turco. Il conflitto in Siria ha provocato più di 6 milioni di sfollati. (Fotografia: Thomas Koch/Shutterstock)

Ricerca sulle competenze digitali in Sanità: tutti i medici chiamati a partecipare

Quello di scattare un’istantanea della digitalizzazione in Sanità è l’obiettivo della Ricerca sulle Competenze Digitali in Sanità, che sarà condotta dall’Osservatorio Permanente su questa materia,…

Quello di scattare un’istantanea della digitalizzazione in Sanità è l’obiettivo della Ricerca sulle Competenze Digitali in Sanità, che sarà condotta dall’Osservatorio Permanente su questa materia, promosso da AICA ‒ l’Associazione Italiana per l’Informatica e il calcolo automatico.

All’Osservatorio, che ha avuto l’endorsement (avallo) del ministero della Salute (Direzione Generale della Digitalizzazione del Sistema Informativo Sanitario e della Statistica), ha aderito anche la FNOMCeO: i suoi rappresentanti sono Guido Marinoni, per la componente medica, e Brunello Pollifrone, per quella odontoiatrica.

Ma molte altre sono state le Istituzioni e le Società scientifiche che hanno voluto partecipare al progetto: Politecnico di Milano, CERMES Università Bocconi, IAD Tor Vergata, Ospedale Gemelli, FIMMG medici medicina generale, IPASVI infermieri, ANAAO medici dirigenti, ANTeL tecnici di laboratorio, CONAPS professioni sanitarie, AIIC Associazione Italiana Ingegneri Clinici, Federsanità Anci, AITASIT Ass. Tecnici Sanit. Radiologia Medica, SIPeM Società Italiana di Pedagogia Medica, ONSET Associazione, PRIMA Associazione, ITIM Associazione, Associazione Bibliotecari Documentalisti Sanità (BDS), Federprivacy, Stati Generali Innovazione.

La ricerca sarà condotta attraverso un questionario a risposte multiple o in gradazione (secondo una scala da 1 a 5), organizzato in sezioni specifiche per le diverse figure professionali, che rileverà le competenze digitali di base (comuni a tutte le professioni sanitarie), specialistiche (per i medici, differenziate tra Medici di Famiglia e Ospedalieri) e di e-Leadership (questa parte, rivolta ai Direttori Generali, Sanitari o Amministrativi, valuterà la capacità di “sfruttare” al meglio le nuove tecnologie all’interno delle organizzazioni e di introdurre innovazioni digitali).

«Senza ombra di dubbio, sarà la più ampia ricerca mai fatta in Italia sul tema delle competenze digitali in Sanità – spiega il Referente dell’Osservatorio Permanente delle Competenze Digitali in Sanità, Gregorio Cosentino. ‒. I risultati saranno resi noti nel mese di giugno, e messi a disposizione del Governo e del Ministero della Salute, delle Aziende Sanitarie, dei Politici attenti al tema, dei Fornitori, con l’obiettivo di promuovere la cultura della sanità digitale e favorirne la diffusione e adozione, per rendere più efficace ed efficiente la Sanità italiana».

Per qualsiasi informazione, è possibile contattare AICA scrivendo all’indirizzo: osservatorio.sanita.digitale@aicanet.it.

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February 26, 2016 11:30 am
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